Newsletter AIP - Associazione Italiana di Psicologia N. 1 - 2018

07 Dicembre 2017 Newsletter - AIP,

Newsletter  AIP - Associazione Italiana di Psicologia N. 1 - 2018


Indice
- Vita associativa
- Rinnovo iscrizioni
- News
- Valutazione
- Internazionalizzazione
- Professione psicologica
- CUN
- PRIN
- Università italiana


VITA ASSOCIATIVA 

ASSEMBLEA AIP 21 FEBBRAIO 2018
Tutti i soci hanno già ricevuto, nei termini previsti dallo Statuto, la convocazione e l'o.d.g. della prossima assemblea che si terrà a Roma il 21 febbraio dalle ore 11,30 alle 16,30, nell'aula al 2° piano cortesemente messa a disposizione dal CNR nella sede di Piazzale Aldo Moro (di fronte all'ingresso principale dell'Università 'La Sapienza'). 
Il programma prevede una parte in cui ci confronteremo con interlocutori istituzionali dell'AIP: la CPA (nella persona della sua presidente Linda Cassibba), l'Ordine nazionale degli Psicologi (Presidente Fulvio Giardina), EFPA (Bruna Zani), Comitato nazionale dei garanti per la ricerca Miur (Patrizia Bisiacchi).
Interverranno anche le colleghe Chiara Berti (rappresentante Area 11 al CUN) e Raffaella Rumiati (vicepresidente ANVUR), in orari compatibili con i loro contemporanei impegni in riunioni dei rispettivi organismi.
Con tutti questi interlocutori discuteremo le modalità di collaborazione per affermare una psicologia italiana scientificamente fondata nelle sue applicazioni formative e professionali, e valutata in modo adeguato, in linea con lo statuto e gli scopi essenziali della nostra Associazione.
In apertura dei lavori il direttore dell'Istituto di Scienze e Tecnologie Cognitive del CNR, Rino Falcone, ci parlerà delle ragioni strategico-scientifiche per la collaborazione tra ISTC e AIP, con un intervento centrato sulle politiche della ricerca e della scienza che accomunano le due istituzioni e le impegnano in una sinergia utile per entrambe.
Nella seconda parte dell'Assemblea discuteremo il bilancio consuntivo 2017 e preventivo 2018, che il tesoriere uscente (Pierluigi Zoccolotti) e quello attuale (Gaspare Galati) stanno mettendo a punto previa approvazione dei revisori dei conti.
Relazioneranno anche la collega Molina presidente della commissione etica, e i responsabili di sezione riguardo ai convegni e alle altre iniziative proposte per il 2018.
Concluderemo con le modifiche di statuto (alla presenza del notaio), necessarie per adeguarlo sul piano formale a quanto richiesto dal Ministero della Salute per proporsi quale Ente accreditato come consulente.
Le modifiche richieste per l'accreditamento sono evidenziate nello statuto revisionato riportato nel sito (link statuto revisionato) che si propone alla discussione assembleare.
Il presidente e tutto il direttivo si augurano che la partecipazione al momento dell'assemblea annuale, centrale per un'associazione come la nostra, sia ampia e attiva.
Si ricorda che nello stesso giorno e nella stessa sede – con orari sfalsati ma si auspica compatibili - è stata fissata anche l'assemblea della CPA, che dovrà tra l'altro rinnovare parte della Giunta con elezione suppletiva per sostituire i quattro componenti dimissionari (Albiero, Di Nuovo, Perugini, Salvatore).


RINNOVO ISCRIZIONI
Ricordiamo a tutti i soci la necessità di rinnovare l’iscrizione per il 2018, versando la relativa quota (ridotta dalla delibera del Direttivo di gennaio scorso a Euro 100 per i soci ordinari, 30 per gli affiliati).
Il rinnovo è indispensabile per partecipare a pieno titolo alle attività associative (congressi con quota ridotta, scuole di metodologia, possibilità di voto nelle assemblee, incluse quelle di sezione). Il direttivo auspica che l'incremento di iscrizioni registrato l'anno scorso – che ci ha portato a superare per la prima volta il migliaio di soci – si mantenga nel tempo, assicurando continuità di partecipazione motivata e convinta.
Il pagamento della quota, ridotta per il 2018 nella misura sopra indicata, può essere effettuato dal sito al link http://www.aipass.org/pagamenti.
Per quanto riguarda eventuali arretrati dovuti per la regolarizzazione, il nuovo direttivo riesaminerà la questione nella prossima riunione del 20 febbraio: consigliamo pertanto i soci che devono versare arretrati di attendere nuove comunicazioni in merito, disponibili già nell’assemblea del 21 febbraio.


NEWS (dal presidente, dal direttivo, dalle sezioni, dalle commissioni e gruppi di lavoro)

Si raccomanda ai soci di tenersi aggiornati su tutte le novità della vita associativa consultando il sito (www.aipass.org) e attivando la notifica automatica degli aggiornamenti.


VALUTAZIONE
Modifiche del sistema bibliometrico di Scopus
Sono stati modificati, con effetto retroattivo, gli indicatori bibliometrici di Scopus: https://blog.scopus.com/topics/metrics

Il reclutamento all'estero
La Royal Society Britannica, l'Accademia francese delle scienze, e l'Accademia Leopoldina tedesca hanno pubblicato un documento congiunto sul tema del reclutamento accademico. La raccomandazione finale del documento è la seguente: "La valutazione deve esser basata sulla peer-review messa in atto da esperti che lavorino secondo i più elevati standard etici e deve focalizzarsi sui meriti intellettuali e sui risultati scientifici. I dati bibliometrici non devono essere usati come sostituti della valutazione degli esperti. E' essenziale che i giudizi siano ben fondati. L'enfasi eccessiva sui parametri quantitativi può danneggiare seriamente la creatività scientifica e l'originalità".  Leggi tutto il documento al link: http://www.academie-sciences.fr/pdf/rapport/avis111217.pdf 


INTERNAZIONALIZZAZIONE


PROFESSIONE PSICOLOGICA

  • Legge 11.1.18 (legge Lorenzin) – Include la professione di psicologo fra le professioni sanitarie (art. 9), e reca modificazioni alla normativa sul Consiglio Nazionale dell’Ordine

CUN

Segui gli aggiornamenti nella apposita sezione del Sito


PRIN


UNIVERSITA' ITALIANA
Vengono sintetizzati in questa rubrica alcuni dati o spunti di riflessione riguardanti in generale l'Università in Italia. Anche se non specificamente pertinenti alla psicologia, costituiscono utili riferimenti e spunti per la riflessione dei soci di una Associazione scientifica accademica rispetto al contesto in cui la nostra specificità disciplinare è immersa. (a cura di S. Di Nuovo)

I dati dell'Università presentati dalla ministra Fedeli  (con corsivi redazionali)
All'inizio dell'A.A. 2017-'18 (novembre scorso) negli atenei italiani, statali e non, risultavano in servizio 53.455 docenti, mentre a fine 2008 erano 63.243 (sono adesso il 15% in meno: altro che turnover...n.d.r.).
I professori associati sono tornati a crescere (+1.547), mentre calano di un terzo gli ordinari (-6.210) e del 18% i ricercatori (-4.664). Siamo sempre alla clessidra, piuttosto che alla piramide…
Il Fondo di finanziamento ordinario delle università nel 2009 era di 7.831 miliardi di euro per scendere sei stagioni dopo a 6.909. Da allora, ricorda la ministra, "abbiamo ripreso quasi mezzo miliardo". Nel 2018 il recupero sarà del 6,4 per cento. Anche i finanziamenti provenienti dall'esterno hanno sofferto, passando da 1.391 milioni di euro del 2011 a 1.266 milioni del 2015 (effetto di crisi economica o sfiducia nell'Università)?.
Sul fronte delle iscrizioni, nel 2015-2016 le matricole erano 1.641.696, l'anno successivo sono cresciute a 1.682.904.
È aumentato anche il numero di laureati: da 302.073 a 305.265, ma siamo sempre ben sotto la media europea.  È stato fatto rilevare però (A. Panebianco su CorSera del 5.12.'17) che questo dato non è omogeneo: in realtà ci sono tanti laureati (troppi per le richieste del mercato del lavoro) in materie umanistiche, pochi invece nelle discipline scientifiche. E in settori come il nostro… è bene che i laureati aumentino indiscriminatamente? (n.d.r.)
La ministra rileva come sia stato ridotto considerevolmente il numero dei corsi di laurea, "grazie a un sistema di accreditamento rigoroso, anche se bisognoso di aggiustamenti". Aveva raggiunto il massimo di 5.879 corsi nel 2007-'08: da allora c'è stato un calo del 28,7% per i corsi di primo livello e del 17,4% per cento per le magistrali. I corsi perduti erano davvero inutili, o sono morti per altre ragioni? (n.d.r.)
Riguardo il diritto allo studio, nel 2014-2015 l'attribuzione di borsa agli studenti idonei era del 73,89 per cento "e dal 2015-2016 si è stabilizzata al 90%".  Dubbio anche in questo caso: più borse, o meno idonei? (n.d.r.)
Rispetto agli altri Paesi d'Europa, in Italia i ricercatori sono pochi, ammette la ministra. Quelli a tempo pieno nel pubblico sono solo 120.700: un sesto dei giapponesi (662.000), un terzo dei tedeschi (358.000) e dei coreani (356.000), meno della metà dei francesi (268.000) e degli inglesi (290.000), un po' meno degli spagnoli (122.000). In Italia ci sono 4,9 ricercatori ogni 1000 occupati, mentre in Finlandia e Danimarca 15. La ricerca interessa poco al nostro paese! E i nostri migliori ricercatori continuano ad emigrare (n.d.r.)
L'Italia ha fissato il proprio target d'investimento nella ricerca all'1,53 per cento del Pil per il 2020: nel 2015 eravamo all'1,27% per salire nel 2016 all'1,33 (ma sempre sotto la media UE!).
La ministra ha ricordato che i ricercatori italiani, pur essendo il 6,8 per cento del totale Ue, riescono a trainare l'8,1 per cento del finanziamento su "Horizon 2020". Hanno una produttività doppia dei francesi. Pochi ma bravi… e se riuscissimo a tenerci quelli che invece fuggono all'estero, andrebbe ancora meglio (n.d.r.)
(dati tratti da: R.it 10-11-'17)

Ancora dati sul precariato nell'Università: la decimazione degli 'assegnisti'
Secondo dati Miur, nel 2017 nelle università italiane lavoravano 13.350 assegnisti, a fronte di oltre il doppio di dottorandi. Dal 2010 al 2016, gli assegnisti sono stati quasi 43 mila. Il 93 per cento adesso è uscito dall'accademia: solo poco più di 3000 hanno ottenuto un posto (pure precario) come ricercatore (tipo A o B). E 1.326 assegnisti dovranno abbandonare nel 2018, dato che la legge Gelmini impedisce di andare oltre le 6 annualità. Aggiungendo che anche i ricercatori tipo A sono precari – senza parlare dei dottorandi - ha senso tutto ciò ai fini di un'Università che perde sempre più docenti? Problema da sottoporre all'ANVUR… (n.d.r.)

La Corte dei Conti fa un bilancio sulla riforma universitaria della legge 240/2010
Il «Referto sul sistema universitario» della Corte dei Conti, sette anni dopo la legge 240 di riforma, ammette che la sua attuazione è incompleta e in ritardo. Nel complesso, la legge «ha reso più precaria la vita dei professori», anche se gli atenei hanno raggiunto «una soddisfacente solidità economica». Tutti gli atenei «hanno introdotto il bilancio unico, non sempre accompagnato da una modifica del modello organizzativo diretto a garantire una più efficiente prestazione dei servizi».
È stato frenato il proliferare di sedi decentrate con corsi di utilità non sempre giustificata: «I Comuni che avevano sedi decentrate dei corsi si sono ridotti da 162 a 110».
Migliora solo di poco l'internazionalizzazione dei corsi.
Per quanto riguarda le assunzioni, la Corte dice che la riforma «ha complicato il percorso di carriera, allungando il periodo di servizio non di ruolo, contribuendo ad alzare l'età media di accesso al ruolo dei professori». A fronte del proposito di incentivare la mobilità e l'apertura all'esterno degli atenei, «tante sono ancora le chiamate relative al personale in servizio nella stessa università che bandisce il posto».
Riguardo al merito, i criteri premiali «usano una pluralità di indicatori modificati di anno in anno e misurati su performance del passato»: così è difficile per un ateneo, e per i singoli docenti, programmare politiche efficaci per migliorare la propria valutazione. (da: La Stampa, 23.11.'17)

Se lo dice la Corte dei Conti… ma qualcuno ascolterà?


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