Presentazione
Obiettivi di base
Obiettivi specifici per la prevenzione primaria
Obiettivi specifici per la prevenzione secondaria
Obiettivi specifici per la prevenzione terziari

Componenti del gruppo
Bibliografia

Presentazione

Rispetto alla morte e al morire La psicologia può offrire un ampio spettro di competenze nei tre livelli fondamentali di prevenzione. Questa competenza è ormai divenuta centrale anche in Italia, da quando la legge 30/2010 ha definitivamente introdotto la terapia del dolore e l’applicazione del modello palliativo. Si tratta della conclusione di un percorso avviato con il Decreto Legislativo 502/92, grazie al quale il Servizio Sanitario Nazionale è tenuto ad assicurare “i livelli essenziali e uniformi di assistenza definiti […] nel rispetto dei principi della dignità della persona umana, del bisogno di salute, dell’equità nell’accesso all’assistenza, della qualità delle cure”, accogliendo l’ammalato come “persona”. L’aspetto innovativo della legge è consistito nella valorizzazione della qualità della vita del malato fino alla morte e dei suoi familiari, introducendo la presa in carico del dolore in tutti i pazienti e specialmente in quelli affetti da malattie progressive o in fase avanzata, a rapida evoluzione e a prognosi infausta, per i quali ogni terapia per la guarigione o la stabilizzazione della patologia non risulta possibile o appropriata.

Il Gruppo Tematico di Psicologia delle relazioni di fine-vita, lutto, perdita, morte lavora per la promozione di una cultura non censurante intorno ai temi della morte e del morire e per il superamento del meccanicismo medico nella presa in carico del paziente. Le competenze psicologiche possono infatti promuovere la prospettiva che riconosce la centralità del paziente come persona fino alla morte e l’importanza della sua rete relazionale e affettiva. Attualmente, la difficoltà maggiore che gli psicologi incontrano tanto nelle strutture sanitarie quanto nelle Unità di Cure Palliative è la forte subordinazione rispetto ai saperi medici. Il Gruppo tematico intende focalizzarsi sulla possibilità di sviluppare un autentico piano di lavoro bio-psicosociale-spirituale che restituisca allo psicologo la fondamentale peculiarità del proprio lavoro e innanzitutto delle sue competenze. La psicologia è infatti cruciale ad ogni livello dell’intervento, dalla formazione all’intervento.

Gli obiettivi di base e quelli specifici del Gruppo tematico sono dunque quelli di consolidare i ruoli già riconosciuti alla ricerca e alla professione psicologica ma anche di implementarli aprendo nuovi orizzonti di studio e applicazione, per ribadire la specificità della Psicologia anche all’interno del campo della morte e del morire.

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Obiettivi di base

Il Gruppo tematico intende considerare i temi relativi alla ricerca e all’intervento come prevenzione primaria, secondaria e terziaria, in un’ottica integrata intersistemica e di comunità che metta in primo piano la centralità del paziente come persona, al fine di poter garantire la migliore qualità della vita possibile a lui e al suo nucleo familiare nonostante la malattia e il suo decorso infausto. Intende altresì considerare gli elementi fondamentali che caratterizzano la comunicazione sociale intorno ai temi della morte e del morire e le sue ricadute psicologiche. Parallelamente promuove lo sviluppo e l’applicazione di competenze fondamentali per il miglioramento, nelle strutture sanitarie ed formative del rapporto tra il professionista e la persona sofferente a causa della morte.
Queste finalità prevedono altresì la possibilità di definire sinergie con associazioni che operano nel campo della morte e del morire (per esempio: Fondazione Floriani, Fondazione Maestroni, Fondazione Fabretti, SICP, SIPO, AIOM, Osservatori delle Cure Palliative, Ordini Professionali, Associazioni di Volontariato …) per promuovere una collaborazione da cui possano nascere opportunità di ricerca e occasioni per il monitoraggio di strategie di intervento. Si vorranno altresì attivare sinergie con realtà sanitarie territoriali (ospedali, hospices, LEA, reti territoriali per le cure palliative, Associazioni funerarie ...) per promuovere la ricerca e la riflessione finalizzata al riconoscimento di buone pratiche e modelli di intervento psicologico.

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Obiettivi specifici per la prevenzione primaria

  • Aspetti psicologici per la death Education in rapporto all’educazione alla salute nelle scuole e nelle strutture formative, nell’intero ciclo di vita delle persone;
  • Death Education e riconoscimento dei livelli di professionalità acquisita (Core Curriculum), piani di studio universitari e formazione post-lauream;
  • Aspetti psicologici relativi ai messaggi che informano su aspetti di prevenzione per la tutela della salute e per il rischio di morte;
  • Modelli psicologici per la formazione personale sanitario nella gestione delle bad news;
  • Aspetti psicologici funzionali al miglioramento delle relazioni tra personale e struttura sanitaria e paziente-familiare;
  • Organizzazione psicologica del lavoro sanitario e gestione del morire in struttura e sul territorio;
  • Aspetti psicologici relativi a dilemmi bioetici e alle complessità derivanti da antinomie valoriali interculturali;
  • Promuovere collaborazioni attive per sviluppare la ricerca relativa alle competenze fondamentali e innovative che in questo campo permettono di inserirsi nel confronto sociale e politico con contributi originali.

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Obiettivi specifici per la prevenzione secondaria

  • Analisi della presa in carico del malato e del morente e della famiglia, accolti nella loro dimensione affettiva e relazionale;
  • La centralizzazione del ruolo dello psicologo nelle cure palliative come finalità primaria;
  • Gestione dei conflitti psicologici tra scelte bioetiche nel fine-vita e counselling/supporto;
  • Gestione dei conflitti emergenti nei rapporti sanitari causati da carenze nella formazione interculturale;
  • Analisi e rilevazione dei bisogni del personale sanitario rispetto allo stress portato dal contatto con il morire;
  • Ricerca intorno alle possibilità di sviluppo delle risorse resilienti familiari e intervento psicologico nella gestione del lutto anticipatorio;
  • Supporto alle patologie degenerative (lutto anticipatorio) e differenziazione delle forme di intervento palliativo;
  • Attivare un processo di confronto interdisciplinare tra le diverse discipline psicologiche che possono offrire competenze nell’ambito della death education e della palliazione / fine-vita;
  • Definizione di possibili modelli psicologici nell’intervento sulla terminalità di diverse patologie.

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Obiettivi specifici per la prevenzione terziaria

  • Aspetti neuropsicologici della morte e dei processi del morire;
  • Ricerca intorno alle diverse forme di lutto e alle sue conseguenze;
  • Ricerca e intervento per il supporto al lutto, in rete con sistemi sanitari e comunità;
  • Ricerca e intervento intorno al lutto complicato;
  • Gestione del burn-out;
  • Elaborazione del trauma e della perdita a livello di gruppi primari e secondari;
  • Gestione violenza di massa.

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