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Ines Testoni (Coordinatrice)
Vincenzo Calvo
Loredana Cena
Massimo Cotroneo
Maria Luisa De Luca
Valentina Elisabetta Di Mattei
Giulia Lamiani
Daniela Lemmo
Vittorio Lenzo
Giovanna Leone
Cristina Marogna
Ketti Mazzocco
Clara Mucci
Arianna Palmieri
Luciano Peirone
Gabriella Pravettoni
Silvia Riva
Emanuela Saita
Marco Tineri
Manuela Tomai
Elena Vegni
Renzo Vianello
Adriano Zamperini

Ines Testoni
Psicologia sociale (M-PSI/05), presso il Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata (FISPPA) - Università degli Studi di Padova
ines.testoni@unipd.it

Ines Testoni è Professoressa di Psicologia sociale, presso il FISPPA all’Università degli Studi di Padova. È inoltre filosofa e psicologa-psicoterapeuta con formazione sistemica e psicodrammatica. Relatrice esperta in un centinaio di congressi e conferenze come specialista, autrice altresì di una sessantina di articoli scientifici e capitoli, una decina di monografie e curatrice di altrettanti volumi collettanei, è affiliata a organismi di ricerca nazionali e internazionali. Ha diretto due progetti di ricerca europei e ha partecipato a progetti internazionali con il Brasile e con gli Stati Uniti in qualità di esperta. Ha organizzato quattro congressi internazionali sulla morte e il morire per il Master in Death Studies & The End of Life, che dirige dal 2008, il quale si propone di promuovere anche in Italia percorsi di Death Education e quindi di formare esperti nella gestione dei processi e nella conoscenza inerenti alla morte e al morire, offrendo una adeguata formazione psicologica, filosofico-storica, antropologica, sociologica e medica.
Il suo lavoro di ricerca e intervento è sostanzialmente incentrato sui tali temi, in quanto ella considera le rappresentazioni ontologiche della morte come sottofondo essenziale rispetto a molte espressioni del disagio umano, tanto a livello individuale che sociale. Su questo fondamento, ha realizzato numerose ricerche su religiosità e benessere, depressione, lutto, de-umanizzazione, suicidio e autolesionismo.

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Vincenzo Calvo
Psicologia Dinamica M-PSI/07- Dipartimento Di Filosofia, Sociologia, Pedagogia E Psicologia Applicata (FISPPA), Università degli Studi di Padova
vincenzo.calvo@unipd.it

Stiamo svolgendo principalmente ricerche inerenti fattori di resilienza e trauma familiare nelle malattie croniche. In sintesi, il filo rosso di questi progetti concerne l’impatto che hanno differenti malattie croniche (chronic medical condition, CMC) sui vari componenti del sistema familiare. L’obiettivo è di identificare, il più precocemente possibile, elementi che incidono in modo traumatico sull’adattamento dei genitori e/o dei figli di un paziente con patologia medica di tipo cronico, a rischio o meno di vita, e i fattori di resilienza di tipo individuale e familiare. Alcuni esempi di ricerche in fase di realizzazione in quest’ambito, in collaborazione con diverse strutture medico-ospedaliere, concernono l’impatto sui genitori e sul sistema familiare derivante dalla presenza/insorgenza di: (1) tumori pediatrici, (2) paralisi cerebrali infantili, (3) diabete. Similmente, abbiamo studiato l’impatto che può avere sui figli l’insorgenza di una grave patologia neuromuscolare (SLA) del genitore. Altro filoni di ricerca di questi anni riguardano le relazioni di attaccamento nelle malattie oncologiche terminali e le Near Death Experiences (NDE).

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Loredana Cena 
Psicologia Clinica M-PSI/08- Dipartimento Di Scienze Cliniche e Sperimentali, Università degli Studi di Brescia
loredana.cena@unibs.it

Affrontare il dramma emozionale del lutto perinatale a livello clinico con la coppia e la famiglia, e costruire percorsi di studio e ricerca con professionisti e studiosi, che a vario titolo e con approcci diversi si occupano di clinica perinatale, è tra gli obiettivi dell’ “Osservatorio di Psicologia Clinica Perinatale” del Dipartimento di Scienze Cliniche e Sperimentali della Università degli studi di Brescia, attraverso una rete di collaborazioni multidisciplinari, in una sinergia di intenti per la prevenzione e la promozione della Salute Mentale della donna, della coppia, del bambino, della famiglia. Il lutto perinatale rappresenta un costrutto ancora poco esplorato dalla ricerca internazionale, ma che ha una pregnanza di vissuti traumatici peculiari per la coppia dei genitori. Un lutto perinatale interrompe bruscamente e spesso inaspettatamente un percorso di transition to parenthood, un progetto generativo e genitoriale della coppia e della famiglia, i cui vissuti e fantasie relative al nascituro e alla propria maternità e paternità concorrono nella costruzione di un legame con il bimbo.

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Massimo Cotrone
Neuropsicologia Forense, Psicologia del giudizio e dei processi decisionali umani, Ipnosi e Psicoterapia Ericksoniana, Psicologia giuridica, Psicodiagnostica- Università Europea di Roma
massimo.cotroneo@gmail.com

Mi occupo di clinica e ricerca e in particolare negli ultimi anni dei temi della neuropsicologia, della psicologia del giudizio e della decisione umana e del tema della morte e del morire nell'ambito della clinica psicologica, con particolare riguardo al problema della perdita e del lutto e al tema della palliazione e dell'accompagnamento della sofferenza nel fine vita e psicologia della salute. Mi occupo dell'utilizzo dell'ipnosi clinica nelle esperienze di contatto con le rappresentazioni della morte e nel lutto nonché nella modulazione e nella gestione del dolore connesso alla malattia e al morire e alle manifestazioni correlate.

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Maria Luisa De Luca
Psicopatologia M-PSI/07- Università Pontificia Salesiana
deluca@unisal.it

Mi occupo principalmente del Lutto Complicato, sia a livello di studio del quadro clinico sia a livello di intervento preventivo e psicoterapeutico. Insieme al mio gruppo di lavoro (che corrisponde in buona parte al gruppo fondatore dell’associazione ‘Lutto e Crescita – Grief and Growth’) stiamo sviluppando un modello di intervento che prevenga lo sviluppo di un lutto complicato e aiuti validamente chi già ne presenta il quadro clinico. Un gruppo di colleghi, incluso il Dott. Tineri, lavora a questo stesso scopo nel contesto delle cure palliative, sia nell’ottica dell’accompagnamento psicologico al morente sia nell’accompagnamento dei familiari pre e post mortem. Sono molto interessata agli aspetti esistenziali di questa tematica e al costrutto delle Crescita Post Traumatica. Abbiamo in corso lavori di validazione italiana di questionari relativi al lutto e varie ricerche.

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Valentina Elisabetta Di Mattei
M-PSI/07- Università Vita Salute San Raffaele
dimattei.valentina@hsr.it

Dal 2001 mi occupo di psico-oncologia. Ho fondato nel 2013 una associazione onlus dal nome “Salute allo specchio” che opera all’interno dell’ospedale San Raffaele di Milano e si occupa della promozione della qualità di vita durante e dopo i trattamenti chemioterapici. In particolare, l’idea è quella di uscire dal binomio salute-malattia e quindi anche da quello vita-morte. All’interno dell’associazione vengono portati avanti diversi progetti tra cui l’accompagnamento dei bambini/adolescenti nel caso di malattia/morte di un genitore.
Mi occupo anche di counselling genetico e valutazione psicologica in caso di crioconservazione in oncologia.
Lavorando in ospedale capita frequentemente di essere interpellata da équipe di reparti afferenti a diverse specialità per un supporto ai medici nella comunicazione di diagnosi infauste, di morte probabile o certa.

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Giulia Lamiani
M-PSI/08- Dipartimento di Scienze della Salute, Università degli Studi di Milano 
giulia.lamiani@unimi.it

Dal 2008 coordino, presso l’ASST Santi Paolo e Carlo di Milano, un progetto di formazione agli operatori sanitari su tematiche legate alle conversazioni difficili in medicina, come la comunicazione di diagnosi infausta, la comunicazione sul fine vita e la comunicazione dell’errore. A livello di ricerca ho studiato le caratteristiche della comunicazione tra clinici e genitori sulle scelte di fine vita in terapia intensiva neonatale e pediatrica. Tramite interviste in profondità ho esplorato il vissuto dei genitori che hanno perso un figlio in TIP con l’obiettivo di identificare suggerimenti per migliorare le cure di fine vita. Recentemente mi sto occupando del vissuto degli operatori che lavorano in terapia intensiva attraverso il concetto di “moral distress”. Abbiamo validato la scala per misurare il moral distress e valutato l’impatto che il moral distress ha sul benessere dei clinici e sulla soddisfazione dei famigliari.

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Daniela Lemmo
Dipartimento di Studi Umanistici M-PSI/08, Università degli Studi di Napoli Federico II – Dottorato Studi di Genere
daniela.lemmo@unina.it

L’interesse per le tematiche del “fine-vita, lutto, perdita e morte” s’inscrivono nel mio filone di ricerca legato alla prevenzione oncologica. Collaboro con la Cattedra della Prof. Nunziante Cesàro e mi occupo di approfondire gli aspetti psichici e le resistenze connesse agli esami di screening precoce del tumore al seno e alla cervice uterina. Gli studi che ho realizzato mostrano che la diagnosi precoce di un possibile tumore, identificato tout court con la morte, attiva nelle donne vissuti di perdita - dello stato di salute, di parti del proprio corpo, di aspetti specifici del femminile - e angosce di morte. In seguito ad una ricerca sulle narrazioni delle donne con mutazione genetica BRCA 1 e 2, predisposte al rischio di ammalarsi di tumore al seno e/o alle ovaie, è nata l’esigenza di mettere a punto un modello di consultazione oncogenetica che integri la psicologia clinica alla genetica affinchè il corpo e la psiche delle donne possano essere sostenuti insieme.

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Vittorio Lenzo
Psicologia Clinica M-PSI/08 - Università degli Studi di Messina e Servizio di Cure Palliative Domiciliari dell’ASP Messina
vlenzo@unime.it

Mi occupo sia di clinica che di ricerca nell’ambito delle cure palliative. Nello specifico, il mio interesse riguarda principalmente le cure palliative domiciliari per pazienti in fase terminale con neoplasie e malattie neurodegenerative. I miei ambiti di ricerca riguardano il ruolo del gruppo nella formazione degli operatori, la valutazione e l’intervento sul burnout.
Mi occupo inoltre di formazione alla relazione di aiuto nell’ambito delle cure palliative per le varie figure professionali delle equipe multidisciplinari, sia per enti pubblici che privati.
Infine, mi occupo della qualità delle cure palliative erogate e di ricerca sui fattori che influenzano l’efficacia degli interventi in cure palliative.

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Giovanna Leone
M-PSI/05 - Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale - Università di Roma La Sapienza
giovanna.leone@uniroma1.it

Giovanna Leone, professore associato di Psicologia Sociale presso Sapienza Università di Roma, dove insegna Comunicazione e psicologia sociale, Psicologia politica, e Psicologia di comunità.
Membro di diverse associazioni accademiche internazionali e nazionali. Rappresentante per l'Italia dell'azione COST IS1205 “Social psychological dynamics of historical representations in the enlarged European Union”. Coordinatore uscente del Comitato Etico dell'AIP.
I suoi principali interessi di ricerca riguardano gli aspetti sociali e collettivi della memoria autobiografica; gli aspetti ambivalenti del sovraiuto didattico benevolo osservabile nelle classi multiculturali; le relazioni tra i cambiamenti della narrazione storica sulla violenza del proprio gruppo e la riconciliazione tra i gruppi.

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Cristina Marogna
Psicologia dinamica M-PSI/07- Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata (FISPPA), Università di Padova
cristina.marogna@unipd.it

Cristina Marogna insegna Teorie e tecniche del colloquio ad orientamento psicoanalitico, Diagnosi psicoanalitica e Psicologia dei gruppi. I suoi interessi di ricerca sono rivolti alle dinamiche individuali e di gruppo e alla comprensione della sofferenza psichica e dei fattori di azione che mobilitano la resilienza. Da alcuni anni con il gruppo di ricerca costituito con la d.ssa Floriana Caccamo e la d.ssa Simona Ghedin si occupa di analisi delle dinamiche di gruppo nell’équipe degli operatori sanitari, utilizzano tecniche di conduzione che si avvalgono di oggetti mediatori.

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 Ketti Mazzocco
Psicologia Generale- Università statale di Milano
ketti.mazzocco@unimi.it

 

 

 

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Clara Mucci
Psicologia Clinica M-PSI/08- Dipartimento DISPUTer, Università G. D'annunzio di Chieti
clara.mucci@unich.it

Clara Mucci ha conseguito un PhD in Letteratura e psicoanalisi presso la Emory University di Atlanta, USA. E’ psicoterapeuta di orientamento psicoanalitico (SIPP). Si occupa soprattutto di disturbi di personalità borderline (è stata Fellow presso il Personality Disorders Institute diretto da Otto Kernberg a New York) e trauma da mano umana (dall'attaccamento all'abuso al trauma massivo) e in questo gruppo tematico vorrebbe approfondire le tematiche della violenza sociale di massa, del suicidio e della suicidalità nei pazienti gravi. Oltre a varie monografie di teoria della letteratura, teatro e psicoanalisi, nel campo pisconalitico e' autrice di Il dolore estremo (Borla, 2008) e Trauma e perdono. Un approccio psicoanalitico intergenerazionale (Cortina, 2014), uscito prima in inglese con il titolo Beyond Individual and Collective Trauma. Psychoanalytic Treatment, Intergenerational transmission and the Dynamics of Forgiveness (Karnac, 2013).

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Arianna Palmieri
Psicologia clinica e dinamica M-PSI/07- Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata (FISPPA), Università di Padova
arianna.palmieri@unipd.it

Dal 2004 l’interesse di ricerca per la morte e malattie terminali, soprattutto neurologiche, si è declinato in ambiti quali l’impatto con la diagnosi (in particolare nei termini dell’ideazione suicidaria), la qualità della vita, il confronto tra interventi clinici di varia natura (es.: ipnosi), la neuropsicologia, la sopravvivenza in condizioni di ventilazione forzata, il benessere di chi si prende cura dei pazienti. Le pubblicazioni scientifiche relative a questi temi sono reperibili su: https://www.researchgate.net/profile/Arianna_Palmieri
Dal 2013 la coordinazione scientifica di un progetto finanziato dalla CARIPARO per il supporto dei pazienti affetti da SLA, alla quale si unisce attualmente la coordinazione di una ricerca sul ruolo del trauma psicologico nell’eziopatogenesi di questa malattia.
Esperienza decennale è stata maturata, come psicoterapeuta, presso la Clinica Neurologica dell’Ospedale Universitario di Padova, entrando in contatto con malattie che impongono l’antecedenza di una morte fisica e mentale a quella anagrafica.

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Luciano Peirone
Dipartimento DISPUTer, Università G. D'annunzio di Chieti e Dipartimento di Medicina Molecolare e Traslazionale dell’Università di Brescia
luciano.peirone@unibs.it

Luciano Peirone ha recentemente ripreso gli studi e ricerche di eridologia e polemologia e si sta concentrando sul tema della “Morte violenta inflitta e subita”, con particolare attenzione all’aggressività e all’aggressione (soprattutto estrema: terrorismo, guerra, mafia); nello specifico, anche con la finalità di implementare interventi mediante gli strumenti della psicologia della salute (informazione, sensibilizzazione, prevenzione del Male, educazione al Bene, promozione del Bene) e della psicologia positiva (costruzione della personalità “peace oriented”). Queste due discipline scientifiche vengono interpretate inoltre nell’ottica della “alta divulgazione” e quindi finalizzate a “far conoscere la psicologia fuori dal recinto della psicologia” partendo dai suddetti problemi di enorme portata pratica e sociale.

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Gabriella Pravettoni
Psicologia Generale - Università statale di Milano
gabriella.pravettoni@unimi.it

Gabriella Pravettoni, come Direttore della Divisione di Psico-oncologia dello IEO si dedica, in particolare, allo studio dei processi decisionali in medicina per analizzare i fattori coinvolti nelle decisioni dei medici e dei pazienti in condizioni di incertezza e rischio, spesso caratterizzate da un elevato carico emotivo. Tra queste rientrano anche le scelte sul fine vita e il percorso delle cure palliative. Le attività di ricerca della sua Divisione promuovono una prospettiva multidisciplinare volta allo sviluppo di un nuovo approccio psico-cognitivo alle decisioni in medicina. In particolare, attraverso un approccio personalizzato che tenga in considerazione, oltre agli aspetti strettamente medici e ai dati biologici, anche l’analisi e l’interpretazione delle componenti cognitive, psicologiche e comportamentali di ogni paziente, se ne vuole promuovere l’empowerment aumentandone la partecipazione al processo di cura, la compliance e il supporto globale.
La Divisione di Psico-oncologia collabora con la Divisione di Cure Palliative promuovendo un insieme di interventi volti ad alleviare sintomi fisici, psicologici e spirituali che possono accompagnare la malattia.

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Silvia Riva
Psicologia Generale - Università statale di Milano
silvia.riva1@unimi.it

 

 

 

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Emanuela Saita
Psicologia Dinamica M-PSI/07- Dipartimento di Psicologia,
Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
emanuela.saita@unicatt.it

Insegna Psicologia della salute presso la facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica dal Sacro Cuore. Il focus dei numerosi progetti di ricerca è sui temi della sofferenza e della perdita, nonché sulle loro significazioni entro differenti scenari e per diversi attori: percorsi di fine vita connessi alla malattia oncologica, diagnosi prenatale relativa a patologie malformative multifattoriali nella transizione alla genitorialità, situazioni in cui viene meno la prospettiva di una vita attiva nei contesti penitenziari; i soggetti, i familiari ed i caregiver, gli operatori.
L’obiettivo degli studi condotti in tale ambito è identificare fattori intrapsichici e relazionali che facilitano/ostacolano l’assunzione di adattive strategie di coping individuale e diadico, come ad esempio le rappresentazioni interiorizzate di malattia e di morte, le difficoltà ad affrontare i cambiamenti, la flessibilità, la paura, la capacità di speranza, le differenti tipologie di supporto.
Tali progetti sono realizzati entro network di ricerca composti da studiosi che svolgono la loro attività presso Università e Aziende Ospedaliere nazionali e internazionali.

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Marco Tineri
Psicologia clinica, Psicotraumatologia M-PSI/08- Servizio di Psicologia Centro Geriatrico Romano “Merry House” e Università Pontificia Salesiana, Roma
marcotineri@gmail.com

Psicologo – Psicoterapeuta, impiegato nel Centro Residenziale e Assistenza Domiciliare per le Cure Palliative “Merry House”, conduco colloqui (con pazienti e caregiver) orientati alla gestione del fine vita, alla prevenzione del trauma legato alla perdita e alla promozione della crescita post traumatica. Collaboro con la cattedra di Psicopatologia dello Sviluppo e Psicologia dell’Emergenza presso l’Università Pontificia Salesiana di Roma. All’interno dell’Ordine degli Psicologi del Lazio faccio parte del Gruppo di Lavoro “Cure Palliative e Terapia del Dolore”.

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Manuela Tomai
Psicologia dinamica e clinica M-PSI/07- facoltà di Medicina e Psicologia, Sapienza-
manuela.tomai@uniroma1.it

Il mio interesse per il tema del fine vita si colloca all’interno della più ampia questione della continuità assistenziale e dei rapporti organizzativi tra i diversi servizi sanitari. La proposta di studio e di intervento che sto cercando di portare avanti considera le dimensioni emozionali (dell’operatore sanitario in particolare) sul tema della morte e del morire fortemente implicate nella difficoltà di realizzazione di modelli efficaci di continuità assistenziale. L’obiettivo principale di questo interesse di ricerca è esplorare i modelli culturali che organizzano le rappresentazioni che i medici hanno della continuità della cura nel fine vita. L’ipotesi che guida la ricerca è che le rappresentazioni del personale medico organizzino le prassi sanitarie non solo rispetto alla comunicazione con il paziente ma anche rispetto alla costruzione del processo multidisciplinare collaborativo di rete tra le strutture sanitarie implicate nella cura della persona. Studiare e sostenere il dispiegarsi di queste pratiche può avere ricadute sulla qualità della cura, sulla sicurezza del paziente, sull’ottimizzazione del processo di dimissione ospedaliera, sulla riduzione della spesa economica.

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Elena Vegni
M-PSI/08- Dipartimento di Scienze della Salute, Università degli Studi di Milano
elena.vegni@unimi.it

Sono Professore Associato Confermato di psicologia clinica; dal 2002 come dirigente psicologo e dal 2014 come responsabile della USD di psicologia clinica mi occupo della sofferenza psicoemotiva collegata alle malattie organiche: ho condotto gruppi terapeutici con pazienti affetti da patologie oncologiche e lavorato in ambito ginecologico con la diagnosi prenatale, sia per le coppie che con attività di supervisione con l’équipe. Uno dei temi di ricerca che più mi interessa riguarda il vissuto degli operatori sanitari nelle conversazioni difficile. Con Giulia Lamiani abbiamo avviato un progetto sul tema del fine vita in ambito intensivo, che costituisce tutt'oggi un campo di interesse fondamentale sia per la ricerca che per l’attività clinica.

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Renzo Vianello
M-PSI/04- Dipartimento di Psicologia dello sviluppo e della socializzazione, Università degli studi di Padova
renzo.vianello@unipd.it

Fin dai primi studi giovanili mi sono interessato di:
Ricerche psicologiche sulla religiosità infantile
Comprensione della morte nel bambino
Rapporto fra i due temi di cui sopra
Si tratta di studi e indagini che considerano lo sviluppo cognitivo (filone dello sviluppo delle conoscenze nel bambino) in situazioni di sviluppo tipico.

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Adriano Zamperini
Psicologia sociale M-PSI/05- Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata (FISPPA), Università di Padova
adriano.zamperini@unipd.it

Adriano Zamperini insegna Psicologia della violenza, Psicologia del disagio sociale, Relazioni interpersonali. I suoi interessi di ricerca sono rivolti in modo particolare alla comprensione del comportamento umano in situazioni estreme (come nel genocidio e in guerra), all’analisi dei conflitti sociali, anche di natura interculturale, e alle forme di ostracismo interpersonale. Dedica particolare attenzione alle dinamiche tra morte fisica, commemorazione e “morte sociale”. Infine, si occupa di psicologia sociale del benessere e del malessere.
 

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