Comunicazione dell’Associazione Italiana di Psicologia sulla riforma della formazione dei docenti della scuola secondaria (DL.36) percorsi di 60 CFU di cui all’art. 44 L. 79/2022

27 Luglio 2022

A seguito dell’entrata in vigore della legge che riforma la formazione iniziale e la formazione in servizio dei docenti (DL. 36) della scuola secondaria di primo e secondo grado e che prevede che siano erogati 60 CFU, da distribuire tra discipline di area psico-peda-socio-antropologica, didattiche disciplinari, tirocinio diretto e indiretto ecc., l’Associazione Italiana di Psicologia propone all’attenzione dei Ministri Bianchi e Messa alcune considerazioni sull’importanza della Psicologia in generale, e della Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione in particolare, per la formazione dei futuri insegnanti di scuola secondaria di primo e secondo grado.

Il profilo dell'insegnante richiede competenze complesse, che si esplicano non solo in classe ma anche in tutta la scuola e nella comunità, con l’obiettivo di contribuire alla formazione integrale dell’alunno quale futuro cittadino capace di proiettarsi in una prospettiva di apprendimento permanente. Tutto ciò trova ampie conferme dai risultati di numerose ricerche a livello internazionale dalle quali emerge un profilo di competenze plurime richieste all’insegnante: cognitive, affettive, sociali e strumentali, le quali assumono particolare rilievo e specificità nella transizione evolutiva dell’adolescenza.

La professionalità dei docenti, infatti, accanto alla padronanza di contenuti disciplinari, didattiche e metodologie specifiche, richiede che si possegga una conoscenza adeguata delle tappe di sviluppo e dei processi evolutivi che riguardano la preadolescenza ed adolescenza, al fine di accompagnare il processo insegnamento/apprendimento coerentemente all’ età di sviluppo. Come si evince dagli studi di ambito psicologico, apprendimento e insegnamento sono intrinsecamente collegati a fattori sociali e comportamentali dello sviluppo umano come ad esempio cognizione, emozioni, motivazione, interazione sociale e comunicazione (APA, 2015). Inoltre, tra i processi emotivi e l’apprendimento esiste una profonda connessione, poiché questo si sviluppa sempre all’interno di una relazione affettiva. Il rapporto educativo presuppone un contesto relazionale significativo e positivo, del quale anche i pari fanno parte. Leggere e comprendere la complessità di tale contesto, e saper intervenire per migliorare la qualità delle interazioni comunicative, influenza la peculiarità delle esperienze di apprendimento stesso e si configura come una strategia per il contrasto del disagio e dell’abbandono scolastico.

Riteniamo, pertanto, che il contributo delle discipline psicologiche, e della Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione in particolare, sia oltremodo importante per meglio qualificare il profilo professionale del futuro insegnante, professionista che deve essere in grado di generare un miglioramento della qualità e dell'efficacia nel processo di insegnamento-apprendimento e contribuire al benessere personale e relazionale degli studenti in una fase evolutiva particolarmente delicata.

A questo proposito, auspichiamo la presenza di CFU dedicati alla Psicologia – e in particolare alla Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione – nella futura ripartizione dei 60 CFU in definizione. Anche nel tirocinio indiretto sarebbe opportuno prevedere un numero minimo di CFU (5) che siano supervisionati da docenti con specifiche competenze in ambito di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione al fine di supportare l’insegnante nell’osservazione e nella gestione delle dinamiche di gruppo al fine favorire un adeguato successo formativo. La possibilità di prevedere che la gestione del tirocinio indiretto in parte sia affidata a Psicologi – e in particolare dello Sviluppo e dell’Educazione – è garanzia di un effettivo raccordo con il mondo della scuola in quanto permette di co-progettare e far sperimentare attività di tirocinio efficaci nonché un sistema di valutazione condiviso.

Alla luce delle considerazioni avanzate, riteniamo inoltre che sia importante prevedere la presenza di un rappresentante della Psicologia – e in particolare della Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione – nella Scuola di Alta formazione e formazione continua nazionale, che andrà a costituirsi, in quanto l’ambito psicologico può completare la formazione pedagogico-didattica e le competenze metodologiche, digitali e culturali già previste, garantendo un sistema di formazione continua di qualità, in linea con gli standard europei.

In conclusione, confidiamo che i Ministri condividano le riflessioni sulla professionalità dei docenti, in coerenza con una visione della formazione degli insegnanti che consenta di integrare competenze didattiche disciplinari, metodologiche, psicopedagogiche, tecnologiche, e relazionali, oltre a favorire la capacità di innovare avvalendosi di una qualificata ricerca didattica capace di cogliere e adattarsi alle nuove sfide che una società della conoscenza sempre più globalizzata richiede.