Gruppo di lavoro ‘Psicologia clinica dell’invecchiamento’

SEZIONE DI PSICOLOGIA CLINICA E DINAMICA
 
Gruppo di lavoro ‘Psicologia clinica dell’invecchiamento’
 
 
 
Proponente:
Rabih Chattat, Socio Ordinario, Università di Bologna
 
 
Premessa
La rivoluzione demografica attuale è caratterizzata dall’aumento significativo della popolazione anziana. Le previsioni indicano che la percentuale della popolazione con età superiore a 65 anni rappresenterà circa il 25% della popolazione europea con un significativo incremento di quelli con età superiore a novant’anni e dei cosiddetti longevi.
 
L’invecchiamento implica una serie di cambiamenti a livello fisico, psicologico e sociale. Questi cambiamenti (perdite e guadagni) sono influenzati sia da fattori “life long”, dalle attitudini soggettive e dai contesti sociali oltre che dalle politiche globali. Al fine di promuovere un invecchiamento in salute l’assemblea generale delle Nazioni Unite ha promosso la decade 2021-2030 come la decade dell’invecchiamento in salute.
Accanto al tema dell’invecchiamento primario occorre considerare quello “secondario” nel quale al processo di invecchiamento primario si sommano condizioni di malattia fisica e psicologica che richiedono un’analisi e un intervento adeguato (mirato, personalizzato) finalizzati a supportare la persona stessa e la sua rete prossimale e distale oltre che gli operatori dei servizi.
 
L’invecchiamento primario implica processi di adattamento ai cambiamenti eta’ correlati, alla capacità di elaborare le perdite connesse, a utilizzare in maniera efficace le capacita’ disponibili, a preservare il livello di funzionamento personale e sociale. Oltre a cio’ la persona che invecchia deve affrontare il tema esistenziale significativo inerente l’elaborazione della propria di vita e il tema del fine vita. Infine l’invecchiamento ha delle implicazioni per la rete prossimale (relazioni familiari) e distale (interazione sociale) evidenziate dal tema della solitudine, considerato un tema di sanità pubblica.
La psicologia clinica può offrire modelli di comprensione e sviluppare interventi che possono promuovere un adattamento e favorire un equilibrio adeguato che permetta di affrontare al meglio le sfide poste dalla terza età. Può anche offrire maggiore conoscenza sui fattori psicologici implicati e che possono contribuire a promuovere un buon invecchiamento in un’ottica preventiva.
 
L’invecchiamento secondario ha delle implicazioni diverse per la psicologia clinica:
  1. La psicopatologia dell’anziano, ad esordio nella terza età, lo studio delle sue specificità e lo sviluppo di interventi efficaci, fruibili e accessibili agli anziani.
  2. Il tema delle malattie neurodegenerative promuovendo un approccio centrato sulla malattia e sulle sfide adattive che deve affrontare la persona colpita, la rete prossimale e distale. Le conoscenze acquisite permettono di sviluppare interventi psicosociali mirati a favorire adattamento, migliorare la qualità della vita e permettere alle persone e alle loro famiglia di vivere bene nonostante la condizione.
  3. Il tema delle malattie croniche che implicano anch’esse adattamento, strategie di gestione e richiedono interventi mirati
  4. Il tema delle famiglie che curano in quanto la limitazione dell’autonomia funzionale implica la necessita di accompagnare la famiglia nel processo di cambiamento e di vissuti connessi.
  5. I professionisti della salute sono anch’essi interessati per implicazioni della cura sul loro stato emotivo e per la necessità di essere supportati a più livelli nel loro lavoro con le persone anziane.
 
 
Gli obiettivi del gruppo:
  • Delineare gli ambiti di conoscenza, ricerca e intervento della psicologia clinica in ambito gerontologico riguardanti le condizioni dell’anziano, dei caregivers e dei carers professionisti ma anche dei contesti di cura
  • Sviluppare iniziative di ricerca condivise su topic specifici della materia, inerenti sia il ruolo della psicologia clinica nella prevenzione che nella cura delle principali condizioni di salute dell’anziano.
  • Informare e raccogliere i contributi dei colleghi dell’AIP – sezione clinica e dinamica sul tema
  • Istituire un Premio “Carlo Cristini” a favore di giovani ricercatori con ricerche inerenti i temi dell’invecchiamento.
 
Possono aderire al gruppo di lavoro tutti i soci ordinari e affiliati in regola con il versamento della quota associativa. La richiesta di adesione può essere inviata via email a Mario Fulcheri (m.fulcheri@unich.it) e a Rabih Chattat (rabih.chattat@unibo.it)
 
 
Responsabile:
Mario Fulcheri
 
Coordinatore:
Rabih Chattat
 
Membri aderenti:
Davide Maria Cammisuli
Maria Casagrande
Gianluca Castelnuovo
Ilaria Chirico
Anna Maria Della Vedova
Elisa Di Rosa
Isabella Giulia Franzoi
Antonella Granieri
Giovanni Ottoboni
Luciano Peirone
Donatella Petretto
Maria Catena Ausilia Quattropani
Alberto Sardella