La relazione adulto-bambino al tempo di Covid-19: didattica a distanza e robotica educativa

05 Luglio 2020 COVID-19, survey,
L’attuale situazione di emergenza data dalla pandemia provocata da Covid-19, seguita da misure restrittive messe in atto dai Governi degli stati europei ed extraeuropei per tutelare la salute pubblica e contenere il più possibile la curva di crescita dei contagi, ha costretto un gran numero di persone a trascorre un periodo di reclusione nelle proprie abitazioni.
La portata eccezionale del momento ha condotto diversi studiosi a interrogarsi sulle modalità di utilizzo e di efficacia dei robot all’interno di un contesto emergenziale. Yang et al. (2020) per esempio, nell’ultimo editoriale apparso su Science Robotics hanno presentato le loro riflessioni sull’utilità dei robot come strumento di ausilio nel contesto clinico-ospedaliero, osservando come le nuove generazioni di robot potrebbero essere particolarmente efficaci nella gestione di situazioni di emergenza in cui è necessario ridurre il contatto tra le persone, nel loro caso tra personale sanitario e pazienti, e garantire la sterilità delle superfici di contatto.
Oltre all’utilizzo di robot in contesti clinici, il forzato periodo di permanenza domestica sta portando i caregivers a relazionarsi con maggiore frequenza con i propri figli e ad utilizzare in ampie dosi supporti multimediali per la didattica a distanza e dispositivi di robotica educativa. La didattica a distanza è entrata di necessità all’interno delle mura domestiche per cercare di garantire continuità didattica agli studenti, portando i caregiver ad utilizzare diverse piattaforme per poterne garantire l’erogazione. Oltre alla didattica a distanza, caregiver e bambini si trovano ad interagire con dispositivi robotici di natura educativa, sempre più presenti all’interno delle abitazioni. Diverse ricerche hanno analizzato i molteplici ambiti in cui è possibile interagire con dispositivi robotici: dalla percezione dei robot all’interno del setting domestico (Scopellitti et al., 2005), fino ad osservare le modalità di utilizzo della robotica educativa nel contesto scolastico e come strumento di peer education (Baxter et al., 2017; Belpaeme et al., 2018) e la conoscenza posseduta dai genitori nei confronti della robotica educativa (Lin et al., 2012). 
La valutazione delle credenze dei caregiver in merito alle emozioni e al comportamento dei bambini esperite durante un periodo di forte emotività, potrebbe aiutare ad indagare con maggiore precisione l'esperienza dei caregiver rispetto all'utilizzo di strumenti di didattica a distanza e di robotica educativa all’interno del contesto domestico durante un lungo periodo di reclusione forzata.
 
Target
Caregivers con bambini conviventi tra i 5 e 10 anni
 
 
PRINCIPAL INVESTIGATOR                                                                     
Davide Massaro - Unità di Ricerca sulla Teoria della Mente, Dipartimento di Psicologia, Università Cattolica del Sacro Cuore - davide.massaro@unicatt.it
 
CO-PRINCIPAL INVESTIGATORS                                                           
 
MEMBRI DEL GRUPPO DI RICERCA                                                                    
Antonella Marchetti - Unità di Ricerca sulla Teoria della Mente, Dipartimento di Psicologia, Università Cattolica del Sacro Cuore
Cinzia Di Dio - Unità di Ricerca sulla Teoria della Mente, Dipartimento di Psicologia, Università Cattolica del Sacro Cuore
Giulia Peretti - Unità di Ricerca sulla Teoria della Mente, Dipartimento di Psicologia, Università Cattolica del Sacro Cuore
Gisella Rossini - Unità di Ricerca sulla Teoria della Mente, Dipartimento di Psicologia, Università Cattolica del Sacro Cuore