La Sezione AIP di Psicologia Sociale ha postato su Facebook il 12 gennaio scorso la notizia che Willem Doise, professeur honoraire de psicologie sociale à l’Université de Genève, ci ha lasciato.

Ho conosciuto Willem e i primi tre suoi allievi Gabriel Mugny, Jean-Claude Deschamps e Anne-Nelly Perret-Clermont nel 1976 al Wadham College di Oxford dove era stata organizzata la Summer School dell’Associazione Europea di Psicologia Sociale. Vi partecipai con Giusy Speltini e Bruna Zani e Willem Doise era il tutor supervisore di uno dei cinque ‘workshop’ groups, assistito da Gabriel Mugny (gli altri docenti erano Wolfgang Stroebe, Michael Argyle, Donald T. Campbell e Ragnar Rommetveit).

L’anno precedente (1975) Augusto Palmonari e Pio E. Ricci Bitti avevano conosciuto Willem Doise a Bielefeld (Germania) al General Meeting della EASP. Doise, che era allora segretario dell’Executive Committee, venne poi eletto presidente dell’Associazione per il triennio 1978-1981. Augusto e Willem si rincontrarono nel 1977 all’East-West Meeting organizzato dall’EASP all’Università di Weimar. Da allora, i rapporti sia di collaborazione (e anche di amicizia) fra di loro nonché fra i loro allievi sono stati, seppur con forme e modalità diverse, continui nel tempo.

Merita infine un accenno non irrilevante il fatto che il Comitato esecutivo della Sezione AIP di Psicologia sociale di cui ero coordinatore (ne erano membri Francesco Colucci, Bruno Mazzara, Giovanna Petrillo e Carmen Serino), decise che i due invited speakers del primo Congresso Nazionale della Sezione, organizzato a Roma da Bruno Mazzara nel 1997, fossero Willem Doise e Jean-Claude Deschamps.

Willem è stato non solo il fondatore di quella che viene considerata a livello internazionale “la scuola ginevrina di Psicologia sociale”, ma anche un attore determinante nella creazione dell’Associazione Europea di Psicologia sociale insieme, fra gli altri, a Henri Tajfel et Serge Moscovici.

Per informazioni dettagliate su di lui si rinvia all’Hommage pronunciato alla cerimonia funebre da Anne-Nelly Perret-Clermont (Università di  Neuchâtel) con parole che esprimono a Willem la gratitudine dei suoi primi allievi e rendono in modo esemplare l’idea dello stile che ha caratterizzato le relazioni interpersonali all’interno del loro gruppo, nonché del grande privilegio avuto di lavorare con lui.

Dino Giovannini

Università di Modena e Reggio Emilia

Categoria Descrizione & esempi
1 Test di massima performance Prove di intelligenza, batterie attitudinali, test neuropsicologici, prove di apprendimento normate.
2 Test di tipica performance Strumenti che rilevano comportamenti abituali o modalità espressive normate
3 Autovalutazione (Self-report) Questionari, inventari, scale di atteggiamento compilati dal soggetto.
4 Eterovalutazione (Informant-report) Checklist, griglie, questionari compilati da genitori, insegnanti, clinici, pari.
5 Protocolli di intervista Interviste strutturate o semi-strutturate con scoring standardizzato (es. K-SADS, ADI-R).
6 Protocolli di osservazione Sistemi osservativi/behavioral coding con metriche psicometriche (es. ABAS-3 Observation, video-coding con accordo inter-rater).
7 Paradigmi sperimentali standardizzati Compiti di laboratorio o computerizzati (Stroop, Iowa Gambling Task, ecc.).
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