Il giorno 7 Giugno 2013 alle ore 11.00 presso l’Aula Magna del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna, in Viale Berti Pichat, 5, si è tenuta una riunione dei docenti e ricercatori afferenti al settore scientifico disciplinare M-PSI/01.
Il Prof. Alessandro Laudanna, Università di Salerno, Coordinatore della Sezione di Psicologia Sperimentale dell’AIP, presiede la riunione.
Il Coordinatore della Sezione apre la tavola rotonda ricordando che la riunione, seppur promossa dalla Sezione di Psicologia Sperimentale dell’AIP, è stata estesa a tutti gli afferenti al settore M-PSI /01 ed è motivata dalle recenti evoluzioni a cui il settore sta andando incontro. Sottolinea che mentre nel passato il ruolo della Sezione era soprattutto legato alla promozione della ricerca scientifica nell’ambito della Psicologia Sperimentale, recentemente sono emerse altre esigenze, acuite dalle iniziative ministeriali, relative alla definizione della specificità del settore concorsuale e della sua autonomia scientifica ed istituzionale, dal punto di vista della didattica, della ricerca, della policy, della politica del finanziamento (di qui il riferimento a Horizon 2020 contenuto nella convocazione), e infine del reclutamento e delle progressioni di carriera. Laudanna riconosce che, per quanto la Sezione assista ad un progressivo e significativo incremento dei soci affiliati, per quel che riguarda la rappresentanza dei ricercatori e docenti M-PSI/01 la percentuale dei soci ordinari sia ancora bassa rispetto al potenziale bacino di iscritti, e comunque notevolmente inferiore rispetto a quella delle altre Sezioni (solo la metà circa di ricercatori e docenti M-PSI/01 è iscritta all’AIP). Perciò rinnova l’appello, già effettuato di recente tramite un messaggio e-mail, a iscriversi alla Sezione.
La Sezione ha promosso la riunione con lo scopo di condividere alcuni punti di vista critici legati alla situazione del settore M-PSI/01 e per proporre lo sviluppo di nuove iniziative, rispondendo a due principali esigenze: da un lato mantenere una posizione omogenea del settore, evitando tuttavia posizioni che nel confronto di altri settori possano sembrare di tipo corporativo; dall’altro fare in modo che la sezione diventi il punto di riferimento per i componenti del settore. Il Coordinatore apre dunque la discussione su questi temi.
Ricci Bitti ricorda che in passato la Psicologia faceva riferimento ad un unico settore scientifico, di cui l’attuale Sezione di Psicologia Sperimentale è in parte la matrice, e che solo recentemente si è giunti alla suddivisione di 8 settori, con la particolarità che gli ultimi settori creatisi hanno definito e ritagliato degli ambiti più specifici, lasciando il settore originale senza una facile e precisa definizione della propria identità. Sottolinea inoltre due aspetti. Innanzitutto richiama la fatto che la valutazione delle carriere dei docenti non dovrebbe basarsi esclusivamente sugli indici legati alla produzione scientifica, ma essa deve per forza tener conto di altri fattori quali la qualità della didattica, la capacità di richiamare finanziamenti, l’impegno per incarichi istituzionali, in linea anche con ciò che avviene in altre istituzioni straniere in cui i candidati sono sempre valutati da tutti questi punti di vista. Infine rileva, che il problema che si è creato per il settore M-PSI/01 riguarda il calcolo delle mediane, usate come criterio per l’abilitazione. Seppur ammettendo l’esigenza di aggregare settori affini, ritiene che il calcolo delle mediane doveva avvenire separatamente per i vari settori scientifico-disciplinari (M-PSI/01, M-PSI/02, M-PSI/03), aggregati nell’unico settore concorsuale E11-1.
Antonietti propone due linee di intervento per ciò che riguarda le criticità a cui è andato incontro il settore M-PSI/01, una inerente ad aspetti di contenuto, l’altra più di natura strategica. Per ciò che riguarda la prima, evidenzia che una delle maggiori difficoltà della Psicologia Generale è data dal fatto che questa disciplina ha per oggetto di studio molti dei temi che sono anche oggetto di studio di altri settori; oltre che una distinzione circa le tematiche di indagine, ciò rende difficile anche una distinzione basata sui metodi di ricerca. Inoltre, partendo da una considerazione di tipo"storico", rileva che parte dei docenti che oggi appartiene ad altri settori ha una tradizione che di fatto proviene dal settore M- PSI/01. Antonietti ritiene che l’aspetto che il settore dovrebbe mettere in risalto riguarda l’approccio che lo contraddistingue, volto a mettere in luce quali siano i meccanismi psicologici di base. Per quel che riguarda l’aspetto strategico rileva che il settore è andato incontro ad una serie di penalizzazioni legati all’uso degli indicatori bibliometrici usati nelle procedure di abilitazione nazionale, ma che ora sembrano essere utilizzati per la valutazione anche in altri ambiti. Tali penalizzazioni derivano da un lato dal fatto che gli indicatori usati per il settore concorsuale E11-1 hanno valori mediani molto più elevati di quelli utilizzati per gli altri settori psicologici ma anche dal fatto che il loro utilizzo ha lasciato sotto il valore mediano molto più del 50% dei docenti del settore M-PSI/01. Alla luce di questi fatti Antonietti si chiede se non abbia senso proporre lo scorporo del settore M-PSI/01 dal più ampio settore concorsuale E11-1, anche alla luce del numero consistente di docenti afferenti a tale settore. Infine per quel che riguarda i rapporti tra il settore e l’AIP, visto che solo metà circa dei docenti M-PSI/01 è iscritto all’AIP, Antonietti propone di istituire un organo di coordinamento tra i non soci ed i soci AIP del settore M-PSI/01, che non deve avere un senso contrappositivo ma lo scopo di aumentare il livello di interazione e comunicazione.
Penna fa presente che in alcune sedi la realtà è particolarmente complessa perché l’assenza di risorse rende particolarmente difficile la ricerca nell’ambito delle neuroscienze. Sostiene che la modalità di valutazione della produzione scientifica disincentiva la scrittura di manuali per gli studenti e che il settore M-PSI/01, che da sempre sostiene la formazione di base degli studenti di psicologia, non può rinunciare a questo genere editoriale. Chiede se non abbia senso ripensare alla scelta della valutazione basata su indici bibliometrici, e sostiene la proposta di Antonietti sullo scorporo del settore disciplinare dal settore concorsuale.
Bilotta rileva innanzitutto una mancanza di trasparenza circa l’uso delle mediane, in quanto i valori non sono accessibili al di fuori dell’ANVUR. Aggiunge anche che l’utilizzo di tali indici ha avuto un impatto molto ampio poiché essi non verranno usati esclusivamente ai fini delle procedure di abilitazione nazionale ma per molti altri scopi, come per esempio l’accesso al collegio dei docenti dei corsi di dottorato, l’accesso alla presidenza dei Corsi di Laurea, l’accesso ai finanziamenti PRIN. Le penalizzazioni subite dal settore M-PSI/01 avranno come conseguenza di tagliar fuori il settore dalla possibilità di incidere sugli sviluppi futuri della scienza psicologica. Bilotta sostiene dunque che il settore, indipendentemente dalle posizioni assunte dall’AIP che rappresenta tutte le aree della psicologia, debba organizzarsi in senso corporativistico e richiedere immediatamente alla Ministro lo scorporo del settore.
Rubichi sottolinea il grande merito dell’ANVUR nell’aver introdotto nell’accademia italiana il concetto di valutazione e si trova favorevole al fatto che la procedura di abilitazione sia basata prima di tutto sullo stabilire degli standard di produzione scientifica, solo raggiunti i quali si possa, e si debba, tenere presente di tutti gli altri aspetti rilevanti ai fini della carriera universitaria. Ritiene anche positiva la scelta di valutare ciascun ricercatore rispetto al propria comunità scientifica di appartenenza, che non si identifica unicamente sulla base dell’oggetto di studio ma anche per le metodologie e le strategie di ricerca utilizzate. Rubichi osserva come all’interno della psicologia ci siano diverse comunità scientifiche e che tale problema è stato risolto attraverso l’utilizzo di indici specifici per ogni settore. Rubichi concorda sul fatto che in tale passaggio il settore M-PSI/01 sia stato penalizzato, ma ricorda che prima dell’avvio delle procedure concorsuali, l’ANVUR, messo in guardia dalla segnalazione di alcune storture, abbia fatto circolare una nota in cui si invitavano le commissioni dei settori concorsuali che raggruppano più di un settore scientifico disciplinare a tenere presente gli indici mediani specifici per ciascun settore.
Cacciari aggiorna l’assemblea circa alcuni risultati preliminari del panel di valutazione nominato dall’Anvur per la valutazione delle ricerca di cui fa parte, mettendo in luce come il settore della Psicologia è stato premiato dalla scelta della valutazione bibliometrica rispetto agli altri settori dell’Area 11.
Aggiunge infine alcune riflessioni personali. La prima riguarda il recente Documento di San Francisco circa l’abbandono dell’uso dell’IF come indice indicativo della qualità scientifica. Cacciari riferisce che tale documento è stato discusso ma non sottoscritto dal Comitato Scientifico dell’ESCOP (European Society of Cognitive Psychology) che ha ritenuto che gli indici bibliometrici, seppure presentino delle ovvie limitazioni, possano essere abbandonati completamente solo in presenza di altri indicatori migliori e prontamente utilizzabili. Cacciari esprime perplessità circa la moltiplicazione degli enti in riferimento alla proposta di Antonietti di istituire un organo di coordinamento tra i socio AIP e i non soci del settore M-PSI/01 e sottolinea che l’adozione di una linea prioritariamente corporativistica rischia di fare perdere di credibilità alle richieste del settore e di indebolirlo.
Cubelli informa l’assemblea che l’AIP, a differenza dell’ESCOP, ha sottoscritto il documento di San Francisco che chiede strumenti bibliometrici più raffinati e una maggiore attenzione ai contenuti dei singoli prodotti scientifici, in virtù della linea da sempre sostenuta di un uso corretto degli indicatori delle riviste come l’IF non possono essere usati per la valutazione del singolo articolo o del singolo ricercatore.
Cubelli prosegue ringraziando la sezione per aver organizzato la riunione ma rileva che nonostante i notevoli sforzi recenti per fare arrivare a tutti le informazioni e gli aggiornamenti, molte delle notizie che circolano sono almeno parzialmente imprecise e fonte di malintesi. Cubelli sottolinea l’importanza delle diverse forme di rappresentanza dei settori scientifico-disciplinari che comprendono le società tematiche (che includono accademici e professionisti interessati ad argomenti specifici), i collegi (che si limitano a coinvolgere gli incardinati e spesso solo i professori ordinari) e le società disciplinari, come l’AIP (che costituiscono un luogo di confronto per docenti e ricercatori con interessi, approcci e metodi diversi e consentono l’elaborazione di contenuti condivisi). Per interloquire sia all’interno (con i direttori dei dipartimenti) sia all’esterno (istituzioni e agenzie nazionali e internazionali), la società disciplinare rappresenta la forma di rappresentazione preferibile, una sede di confronto trasparente e democratico che deve coinvolgere tutti. Attualmente l’AIP include la gran parte degli psicologi incardinati nei settori M-PSI, titolari di assegni e giovani in formazione che fanno ricerca fuori e dentro all’università, si propone di promuovere la ricerca e la formazione dei giovani e di rappresentare la psicologia all’interno e all’esterno dell’accademia. Cubelli ricorda che in passato i diversi organi di rappresentanza e i diversi settori disciplinari si sono spesso presentati divisi nelle sedi di confronto istituzionale, indebolendo in questo modo le posizioni e le richieste dell’area psicologica; recentemente l’azione unitaria dell’AIP e la condivisione di documenti e progetti ha molto rafforzato la disciplina e la sua collocazione istituzionale, come ha dimostrato l’elezione di una psicologa al CUN unica candidata nella sua fascia ed eletta da tutte le discipline dell’area 11. Questo mostra il prestigio della disciplina e dell’associazione che la rappresenta ed evidenzia come sia importante che anche i docenti del settore M-PSI/01 si iscrivano alla sezione e partecipino attivamente portando avanti le loro iniziative e posizioni.
Per ciò che riguarda il settore M-PSI/01, Cubelli rileva che questo è un settore eterogeneo e, a differenza degli altri, poco centrato attorno alla propria identità, proiettato preferibilmente all’esterno, sia costruendo forti collaborazioni nelle aree di sovrapposizione con gli altri settori, sia partecipando attivamente alle attività della comunità internazionale. Cubelli riprende brevemente la storia dei raggruppamenti e dei settori scientifico-disciplinari ricordando come fine al 1973 vi fosse coincidenza tra concorso e insegnamento (la cattedra); successivamente si è avviata una fase che portato a insiemi disciplinari sempre più grandi per il reclutamento e la distinzione della docenza e sempre più indipendenti dalla didattica. Nel 1973 sono comparsi i raggruppamenti di discipline che in poco tempo raddoppiano: un concorso per una materia deve essere bandito considerando l’insieme degli insegnamenti compresi nel raggruppamento. L’espressione “settori disciplinari” compare nel 1990, mentre nel 1994 compaiono i settori indicati da lettere, numeri e lettere: per la psicologia i settori M10 (ulteriormente diviso in A, B e C) e M11 (diviso in A, B, C, D, E). I settori comprendono ancora elenchi di insegnamenti ammessi e insegnamenti soppressi. Compare Psicologia Generale che corrisponde al settore M10A e include 10 insegnamenti. Nel 2000 con la riforma degli ordinamenti didattici i settori cambiano ulteriormente. Per la psicologia questo non significa un cambiamento nel numero (i settori M10 e M11 diventano M-PSI da 1 a 8). Tuttavia scompaiono gli insegnamenti mentre i settori sono descritti da una declaratoria. Questo per consentire l’attuarsi dell’autonomia didattica e l’attivazione di nuovi insegnamenti. La distinzione tra organizzazione della docenza e attività didattica è confermata anche dalla possibilità di insegnare materie non incluse nel settore scientifico-disciplinare di afferenza. Il tratto identitario del settore rappresentato dalla declaratoria è quindi molto recente. Con la riforma Gelmini nascono gli attuali settori concorsuali che raggruppano i settori scientifico-disciplinari. Allo stato attuale sembra che il ministero intenda formare raggruppamenti sempre più grandi. Alcuni, per esempio nel CUN, propongono di formare raggruppamenti disciplinari che per la psicologia vorrebbe dire eliminare i 4 settori e andare ad un unico settore E11. Cubelli sottolinea che con la legge 240 i settori scientifico-disciplinari mantengono un ruolo importante. L’abilitazione è acquisita relativamente ai settori concorsuali, ma le chiamate dei docenti abilitati si basano ancora sui settori scientifici disciplinari. E’ quindi possibili salvaguardare le identità specifiche di ogni settore proprio attraverso le chiamate locali e una chiara definizione della pertinenza.
Infine, per quel che riguarda il tema della valutazione Cubelli riferisce che già nel 2009 un documento AIP, sottoscritto anche dalla Conferenza dei Presidi, ha sancito per la psicologia l’uso degli indici bibliometrici. Tale documento è stato alla base della richiesta di differenziazione e valorizzazione della specificità della psicologia rispetto alle altre discipline dell’Area 11. Nel 2011, quando è stato pubblicato il primo documento ANVUR sull’abilitazione nazionale l’AIP ha condiviso l’introduzione delle mediane, ma ha chiesto che la valutazione bibliometrica fosse applicata a tutti i settori disciplinari, pur con il calcolo delle mediane separato per ciascuno di essi. L’Anvur ha recepito questa richiesta, ma ha adottato una procedura per cui il calcolo delle mediane separate per un settore è previsto solo qualora meno del 25% dei docenti ordinari di un settore scientifico disciplinare superi la mediana del settore concorsuale. E’ solo a questo punto che il settore M-PSI/01 è risultato penalizzato, e più precisamente la penalizzazione riguarda quel 25% di docenti che sono sopra la mediana del proprio settore scientifico ma sotto la mediana del settore concorsuale. Cubelli ricorda che, comunque, l’utilizzo della mediana ha l’effetto di escludere dal processo di abilitazione nazionale circa la metà degli appartenenti al settore. L’AIP ha più volte sollecitato l’ANVUR a cercare soluzioni tecniche che potessero legittimare la richiesta di scorporo di M-PSI/01 dal settore concorsuale, come è avvenuto per M-PSI/03. In assenza di tale soluzione tecnica, ha chiesto all’ANVUR di pubblicare i valori delle mediane degli SSD non scorporati. Inizialmente l’ANVUR si è dichiarata disponibile ritenendo che le commissioni potessero usarle come indici di riferimento. In seguito alla decisione di non diffondere le mediane dei singoli SSD, l’AIP ha confermato i contenuti delle lettere di raccomandazione che ha diffuso tra i soci, con le quali si invitano le commissioni a giudicare con particolare attenzione le specificità curriculari dei candidati e delle loro aree di ricerca.
Zoccolotti riporta la sua esperienza come membro del Direttivo AIP sottolineando il fatto che se in passato l’AIP poteva essere percepita unicamente come una società con scopi scientifici, ora il suo ruolo è notevolmente cambiato, essendo la Società l’unico interlocutore realistico per il ministero. L’AIP, sostiene Zoccolotti, è una scelta irrinunciabile e questo è chiarissimo ai colleghi degli altri settori, molto meno ai colleghi M-PSI/01 e M-PSI/02. Al momento attuale è assolutamente necessario iscriversi alla Società e portare al suo interno le proprie posizioni. Non esiste una posizione dell’AIP, esiste la posizione delle persone che ne fanno parte. Per influenzare le scelte del’AIP è assolutamente necessario iscriversi e partecipare alle elezioni di settembre del nuovo Comitato Esecutivo della Sezione. Zoccolotti ricorda anche congresso della sezione che quest’anno si svolgerà a Roma, presso l’Università La Sapienza dal 16 al 18 settembre. Si augura di vedere numerosi i rappresentanti del settore e di continuare la discussione durante l’assemblea dei soci.
Cipolli ringrazia gli organizzatori per aver raccolto le istanze nate all’interno del settore M-PSI/01. Precisa che non è la prima volta che la Psicologia ha un rappresentante CUN, e che il ruolo dell’AIP non è indispensabile allo scopo visto che la strategia elettorale applicata in passato ha comunque permesso l’elezione dei proff. Dazzi e Violani. Rileva inoltre che la nota dell’Anvur in cui si auspicava che le commissioni usassero anche criteri separati per i diversi settori scientifici è stato recepito da tutte le commissioni della psicologia con l’unica eccezione della commissione del settore E11-1. Cipolli prosegue constatando come l’uso della mediana concorsuale costituisce una forte penalizzazione per le aree di ricerca di nicchia che risulteranno sempre penalizzate rispetto al numero di citazioni. Rileva inoltre come una conseguenza negativa della specializzazione a cui il settore sta andando incontro è la scarsa attrattività per altre discipline o Facoltà come Lettere, Scienze dell’Educazione e Sociologia.
Auspica di non dover attendere la tornata concorsuale del 2014 -2015 per poter incidere sulle regole della abilitazione ma di individuare da subito efficaci misure per la tutela del settore.
Bosco rileva che, nonostante i notevoli sforzi dell’AIP per rimediare al problema del calcolo della mediana all’interno del settore concorsuale, questi non hanno avuto un effetto. Fa notare che le raccomandazioni Anvur fanno riferimento all’uso delle mediane di settore scientifico-disciplinare che non sono mai state pubblicate ed, inoltre, che le raccomandazioni sono solo raccomandazioni e come tali possono non essere recepite dalle commissioni. Ricorda infine che vi è la possibilità che a differenza delle prime due, la terza tornata concorsuale abbia delle chiare limitazioni questo impone di agire da subito.
Adenzato sostiene che la richiesta di scorporo del settore M-PSI/01 non sia la strategia migliore da adottare, vista la chiara indicazione ministeriale in senso opposto, verso un accorpamento maggiore. Conviene sul fatto invece che il settore dovrebbe richiedere all’AIP, in quanto unico organismo autorevole nei confronti del ministero, di sostenere l’uso di mediane distinte per i settori scientifico disciplinari. Questa proposta ha maggior senso dei quella precedente di scorporo del settore, anche alla luce del fatto che il ministero stesso chiede di utilizzare i settori scientifico disciplinari per le chiamate a livello locale.
Precisa che la richiesta di usare settori scientifico disciplinari separati è esattamente ciò che l’AIP ha richiesto e che l’ANVUR ha recepito. E’ stata l’introduzione nella legge del meccanismo che fissa la soglia del 25% per lo scorporo dei SSD che ha creato le attuali storture. Cubelli propone di aprire, attraverso l’AIP, un tavolo con il ministero in cui non si cavalchino gli interessi isolati di un settore, ma si dimostrino le degenerazioni prodotte dalla prima tornata concorsuale e si impongano soluzioni tecniche che garantiscano tutti i settori in modo equanime. Riferisce inoltre che in questo momento, a livello del CUN, sembra prevalere l’ipotesi di proporre un unico settore concorsuale in cui raggruppare tutte le aree E11, un orientamento opposto alla richiesta di isolare singoli SSD.
Per quel che riguarda la trasparenza nel processo di calcolo delle mediane, Cubelli ricorda che l’AIP si è fatta carico di richiederla in mille modi, con documenti e interventi assembleari, ma la richiesta a livello ministeriale non è stata recepita.
Antonietti chiarisce che la sua proposta precedente non andava nel senso di istituire un altro organismo ma di individuare 1 o 2 persone che possano tenere i contatti con gli afferenti del settore M-PSI/01 non soci AIP. Dal punto di vista strategico rileva che ci siano i presupposti per richiedere lo scorporo del settore M-PSI/01 dal settore concorsuale, anche alla luce del fatto che il Ministero ha informato il CUN di essere aperto a recepire indicazioni in merito alla prima tornata concorsuale. Per ciò che riguarda l’esito della valutazione presentata da Cacciari, rileva come i dati possano essere considerati solo parzialmente chiari, visto che la procedura prevedeva di considerare solo 3 pubblicazioni per ciascun docente negli anni previsti. Propone all’assemblea di preparare un documento in cui trascrivere le proposte emerse e procedere con un sondaggio aperto a tutti i colleghi.
Cubelli sottolinea l’impossibilità per l’AIP di portare avanti delle richieste “speciali” per alcuni settori. La richiesta dell’uso delle mediane per settore scientifico disciplinare deve avvenire per tutte le aree rappresentate nell’AIP. Ricorda che la tendenza ministeriale va nella direzione di un’ulteriore riduzione dei settori concorsuali e dunque ritiene poco probabile che il Ministero recepisca la richiesta di scorporo di uno specifico settore. A suo parere, il ministero deve riconoscere la specificità delle diverse aree della psicologia che si sono sviluppate negli ultimi anni che non possono essere eliminate costituendo grandi aggregazioni. Per qualche anno ancora si dovrebbero differenziare i valori dei diversi indici bibliometrici dei singoli SSD. Lo scorporo del settore a difesa di un sottogruppo è una richiesta non sostenibile che aprirebbe ad una serie di conflittualità e porterebbe al sostanziale indebolimento della richiesta. L’AIP deve continuare nella direzione di essere un interlocutore credibile per il ministero, e agire fornendo soluzioni tecniche condivisibili da altri settori. E’ necessario mettere in evidenza come l’applicazione rigida dei criteri (25%) abbia portato ad effetti negativi e siano necessari immediati correttivi nella procedura. Sollecita infine il settore affinché intravveda nell’AIP il luogo per aprire la discussione, per fare circolare le informazioni e per portare le proprie istanze con chiarezza e trasparenza.
Pur riconoscendo che le politiche portate avanti dall’AIP siano di grande rilievo, sostiene che gli effetti della procedura di abilitazione sui singoli restano invariati e sollecita i membri del settore M-PSI/01 ad esprimersi circa l’ipotesi di organizzarsi e di portare avanti indipendenti istanze di scorporo.
Alessandro Laudanna, Coordinatore della Sezione Sperimentale AIP, Università di Salerno
Fa notare che il fatto che una parte dei docenti del settore M-PSI/01 redigano e portino avanti un documento, che potrebbe non essere nemmeno condiviso dall’AIP, costituisca un indebolimento ulteriore del settore M-PSI/01, anche all’interno dell’AIP, che al momento attuale ha invece un grande bisogno di essere rafforzato. Il rischio dell’indebolimento derivante dall’ipotesi dello scorporo non è motivato, anche perché il calcolo delle mediane per SSD avrebbe di fatto gli stessi effetti.
Non è favorevole alla proposta di scorporo, chiede di far leva sul fatto che a livello locale le chiamatesi riferiscono ai settori scientifico disciplinari per richiedere con maggiore forza e fermezza mediane separate.
Teme che si stia riproponendo una strategia che finora non è risultata vincente; sollecita ad azioni più incisive.
Sostiene il fatto che l’AIP debba assolutamente rispondere al forte disagio creatosi all’interno del settore M-PSI/01 ed evitare il sorgere di iniziative autonome che avrebbero come unica conseguenza quella di indebolire insieme il settore e la richiesta.
Ritiene poco proficuo porre la questione nei termini della conflittualità e sostiene invece l’ipotesi di un dialogo istituzionale tra il settore e l’AIP. Chiede invece a Cubelli di esprimere la posizione dell’AIP circa l’ipotesi di un settore concorsuale unico per la psicologia, che intravede come percorribile.
Riferisce che il CUN ha appena avviato la discussione sulla revisione dei settori concorsuali. Per ora si considera solo la loro consistenza numerica e la psicologia non sembra interessata ad aggiustamenti in termini di nuove aggregazioni. In generale si discute la possibilità di un unico settore macrodisciplinare; la proposta è vaga e l’AIP non ha ancora espresso una posizione. A suo parere, l’idea di un unico settore psicologico è sostenibile solo se fossero garantite mediane separate per SSD e se fosse garantita la presenza di almeno un commissario per ogni SSD. Cubelli nota che il calcolo delle mediane per SSD all’interno del settore concorsuale avrebbe gli stessi effetti per i singoli individui dello scorporo del settore.
Cipolli interviene chiedendo se l’AIP è disponibile ad agire da subito, già per la seconda tornata concorsuale, anche alla luce del fatto che i finanziamenti per il bando straordinario scadono con i fondi 2013. Di fatto, potrebbe essere molto penalizzante per lo 01 qualora le tornate concorsuali successive abbiano limitazioni legate alla quantità di fondi messi a disposizione.
Afferma che per ora le indicazioni non sono in questo senso. Attualmente le tornate 3 e 4 sono considerate aperte e non vi è l’ipotesi che divengano valutazioni comparative. Cubelli si fa carico di insistere fin da subito perché le mediane siano considerate separatamente già a partire dalla prossima tornata concorsuale. Aggiunge che l’AIP lavorerà affinché la specificità dei settori scientifico disciplinari e laddove possibile anche i temi di ricerca siano salvaguardati. Si impegna a riaggiornare e riprendere la discussione durante l’Assemblea dei Soci al Convegno di Roma.
L’Assemblea concorda sul fatto che l’AIP produrrà a breve un documento con la richiesta che per tutti i settori siano considerate le mediane separate per SSD.
La seduta si chiude alle ore 15:15.
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