Il comunicato stampa AIP su Adozione di Minori contiene alcune affermazioni che, cosi? formulate, non possono essere sottoscritte da chi fa ricerca a livello scientifico per i seguenti motivi: l’importanza della qualita? della relazione nel contribuire al benessere del bambino, attestata da molte ricerche, fornisce elementi significativi relativi al funzionamento del rapporto genitori– bambino ma non contesta l’affermazione che i bambini per crescere bene hanno bisogno di un padre e una madre.
Tale affermazione e? infatti non tanto un portato della psicologia ma fa parte della visione antropologica della cultura occidentale e come tale e? stata la cornice entro la quale si sono sviluppate molte delle teorie, ricerche e idee sullo sviluppo umano. La qualita? della relazione e? un concetto-ombrello che viene operazionalizzato in svariati modi nelle singole ricerche e ci chiediamo in che senso scientificamente si possano uniformare condizioni familiari cosi? diverse come conviventi, separati, risposati, single, dello stesso sesso, a partire da questo concetto-ombrello. Il tipo di ricerche, il contesto culturale nel quale esse sono state condotte e la quantita? di dati raccolti per ognuna di queste condizioni sono assai diverse e qualsiasi ricercatore metterebbe in guardia da generalizzazioni indebite.
Per quanto poi riguarda il tema dei single (che era e doveva restare il punto da discutere), i dati e le ricerche di cui disponiamo riguardano prevalentemente le single mothers e non sono purtroppo, e comprensibilmente, molto confortanti relativamente al benessere dei figli anche a fronte di opportuni interventi di welfare diffusi nelle societa? scandinave come notano Breivik e Olweus (2006). Tale osservazione ovviamente non va intesa come una presa di posizione nei confronti della sentenza della Corte di Cassazione.
Riteniamo che compito della psicologia, specie su questi temi cosi? ideologicamente sensibili, non sia ne? quello di patologizzare, ne? quello di normalizzare. Vanno piuttosto individuate le condizioni di rischio e di risorsa in modo da poter intervenire con efficacia e, quando ci si riferisce a contributi di ricerca, occorre rispettarne le limitazioni e verificarne la reale possibilita? di generalizzazione.
Per quanto riguarda poi il tema della adozione, molto vi e? da fare soprattutto in Italia sia sul piano della ricerca che dell’intervento. Al proposito il Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia dell’Universita? Cattolica che dal ’76 opera in ambito di ricerca e intervento sulle relazioni familiari con una fitta rete di scambi internazionali si propone a tutti coloro che siano interessati sia a scambiare il know how posseduto che a condividere nuove ricerche.
Vittorio Cigoli e Eugenia Scabini
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