Questo è il titolo di una nota di Santo Di Nuovo e Sergio Salvatore pubblicata sul Quotidiano Sanità il 4 novembre, in risposta ad interventi critici sul ruolo della psicologia nel Sistema Sanitario Nazionale e più in generale nella promozione della salute.
Non è una nota ufficiale come AIP, ma era urgente dare una tempestiva risposta, sul quotidiano molto diffuso online, a critiche pesanti e ingiustificate al sistema di formazione e qualificazione degli psicologi, e all’estensione della psicologia a tutte le risposte ai molteplici bisogni di salute e benessere della popolazione. Estensione che secondo i critici (v. link interni all’articolo) sarebbe indebita perchè esula dalla “cura” delle patologie psichiche, realizzata nel SSN da psicologi specializzati nei Dipartimenti di Salute Mentale a direzione psichiatrica. Si ribadisce che gli psicologi della salute e del benessere – anche non specializzati – non esercitano solo nel SSN (equivoco che era sorto anche nel definire le sedi del tirocinio professionalizzante). E che, anche nel SSN, la cura della patologia psichica non è l’unico ambito di lavoro dello psicologo specializzato nei diversi ambiti previsti dalla legge 50/2019.
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