Voluto da Dora Capozza e Ines Testoni e con il loro lavoro di coordinamento, riconosciuto dal Direttivo dell’AIP, è nato un Gruppo di lavoro all’interno dell’AIP, il cui nome è “Death & Dying studies per l’ intervento psicologico”. 

Il gruppo è composto da:

VINCENZO CALVO (Università di Padova)

DORA CAPOZZA (Università di Padova)

GIOVANNA LEONE (Università di Roma)

CHIARA LEVORATO (Università di Padova)

FABIO LUCIDI (Università di Roma)

EGIDIO MOJA (Università di Milano)

GABRIELE PRATI (Università di Bologna)

MARCO SAMBIN (Università di Padova)

INES TESTONI (Università di Padova)

ELENA VEGNI (Università di Milano)

ALBERTO VOCI (Università di Padova)

RENZO VIANELLO (Università di Padova)

I temi principali cui il gruppo si rivolge riguardano gli aspetti psicologici che interessano fine-vita, palliazione, morte, lutto, nonché la loro relazione con le riflessioni nei campi della bioetica e del biodiritto, Death  Education (intesa come formazione-competenza intorno alla morte e al morire acquisibile nell’età evolutiva e lungo tutto il ciclo di vita a livello personale e professionale, individuale, di gruppo e di sistema), tenendo presenti i fondamenti della ricerca scientifica e delle sue applicazioni nel rispetto dei principi deontologici.

Il paradigma palliativo, assunto e riconosciuto anche dalla legge italiana, impone alla tecnica medica di rispettare la centralità della persona, non più considerata come solo “corpo”. Anche in Italia dunque la legge persegue, come nel resto del mondo occidentale, gli obiettivi di realizzare reti di intervento che offrano elevati standard di qualità; di garantire la formazione dei professionisti della salute alla pratica delle cure palliative e della terminalità; di riconoscere i livelli di professionalità acquisita … In ognuno di questi obiettivi gioca un ruolo imprescindibile la Psicologia, in quanto finalmente integrata nell’intervento di presa in carico del malato e del morente, accolto nella sua dimensione affettiva e relazionale.

A livello internazionale l’importanza della Psicologia in questo campo è sempre più riconosciuta sia nella letteratura che nella pratica clinica. In Italia l’integrazione dello psicologo clinico nel lavoro clinico è largamente insoddisfacente e questi temi rischiano di essere affrontati in un’ottica  psichiatrica, medica o infermieristica, quando non demandati a competenze altre, non sanitarie (consulenza religiosa, spirituale, educativa, filosofica …). Questo comporta una perdita clinica e istituzionale significativa, non solo per la Psicologia ma anche e  soprattutto, per il malato.

Il fine del gruppo di lavoro Death & Dying studies per l’intervento psicologico è quello di integrare ricerca psicologica e intervento, per ribadire la specificità della Psicologia anche all’interno del campo della morte e del morire.

Gli obiettivi fondamentali che si inscrivono in tale finalità sono i seguenti.

a)    Attivare un processo di confronto interdisciplinare e transdisciplinare all’interno di tutte le discipline psicologiche, per definire sinergie e specificità rispetto allo studio e alla ricerca inerente alla morte e al morire.

b)    Promuovere la ricerca relativa alle competenze fondamentali e innative che in questo campo permettono di inserirsi nel confronto internazionale con contributi originali.

c)    Identificare possibili modelli psicologici nell’intervento sulla terminalità di diverse patologie.

d)    Delineare la della Psicotanatologia come spazio di elaborazione del pensiero della morte e del lutto.

e)    Promuovere la definizione di saperi che possono essere offerti nei percorsi di formazione psicologica universitaria e postlauream per garantire ai futuri psicologi l’acquisizione di competenze di base funzionali alla gestione di tematiche legate al lutto e alla Death Education.

f)    Definire sinergie con Associazioni che operano nel campo della morte e del morire (per esempio: Fondazione Floriani, Fondazione Maestroni, Fondazione Fabretti, SICP, SIPO, AIOM, Osservatori delle Cure Palliative, Ordini Professionali, Associazioni di Volontariato …) per promuovere la ricerca e il monitoraggio di strategie di intervento funzionali alla promozione di strategie di coping adattivo e resilienza in situazioni di perdita attraverso i tre livelli di prevenzione (primaria, secondaria e terziaria) con interventi di tipo intersistemico.

g)    Definire e attivare sinergie con realtà sanitarie territoriali (ospedali, hospices, LEA, reti territoriali per le cure palliative, Associazioni funerarie …) per promuovere l’elaborazione dei vissuti stressanti legati alla morte e al morire e l’acquisizione di competenze che implementino le capacità professionali e prevengano il burnout.

h)    Sviluppare un campo di intervento per la consulenza psicologica nel campo della tanatologia, finalizzata all’elaborazione del lutto anticipatorio e del lutto dopo la perdita, del trauma e delle complicazioni psicopatologiche.

i)    Definire la differenziazione dei ruoli nonché delle forme di collaborazione tra lo Psicologo e le altre figure di rete nell’intervento palliativo (medico di base, medico specialista, infermiere, assistente sociale, educatore …)

j)    Attivare processi di confronto culturale con campi del sapere diversi dalla Psicologia, come per esempio la discussione bioetica e di biodiritto, il confronto con le varie scuole di consulenza, la ricerca storica e filosofica in questo settore …

k)    Contribuire per l’implementazione e l’ottimizzazione degli innovativi modelli di intervento promossi in ambito medico con le cure palliative e l’oncologia, sviluppando la psiconcologia verso tutte le patologie a lento decorso che implicano sofferenza e abbassamento progressivo della qualità della vita.

l)    Organizzare congressi nazionali e internazionali per il confronto sui risultati dello studio e della ricerca in campo psicologico rispetto alla morte e al morire.

 

PRIMA FASE DI LAVORO:  Primo Congresso Nazionale AIP su Morte e Morire

Il Gruppo Death & Dying studies per l’ intervento psicologico ritiene che la prima fase di lavoro possa consistere nella definizione dello stato dell’arte della ricerca e dell’intervento in questo territorio. Per poter definire con chiarezza quali ricerche in quali campi siano state fatte e quali siano in corso, ma anche per riconoscere le diverse forme di applicazione dei modelli proposti dalla ricerca nelle reti di cura, viene organizzato il Primo congresso nazionale AIP su “Morte e morire: modelli e interventi a confronto”.

Il Congresso si terrà dal 6 all’8 settembre 2012 a Padova.

Interesserà tutte le Discipline psicologiche

Come ogni congresso, sono previste sezioni per le relazioni, simposi e poster.

Al fine di creare un’autentica sinergia tra possibilità di ricerca scientifica e aspetti applicativi, potranno partecipare, all’interno di sezioni differenziate, psicologi aderenti ad associazioni specifiche, che devono essere definite tramite accordi diretti con i componenti del Gruppo.

La call verrà lanciata nel mese di settembre 2011

La deadline per gli abstract è prevista per la fine di gennaio 2012

La deadline per i contributi è prevista per maggio 2012

 

Categoria Descrizione & esempi
1 Test di massima performance Prove di intelligenza, batterie attitudinali, test neuropsicologici, prove di apprendimento normate.
2 Test di tipica performance Strumenti che rilevano comportamenti abituali o modalità espressive normate
3 Autovalutazione (Self-report) Questionari, inventari, scale di atteggiamento compilati dal soggetto.
4 Eterovalutazione (Informant-report) Checklist, griglie, questionari compilati da genitori, insegnanti, clinici, pari.
5 Protocolli di intervista Interviste strutturate o semi-strutturate con scoring standardizzato (es. K-SADS, ADI-R).
6 Protocolli di osservazione Sistemi osservativi/behavioral coding con metriche psicometriche (es. ABAS-3 Observation, video-coding con accordo inter-rater).
7 Paradigmi sperimentali standardizzati Compiti di laboratorio o computerizzati (Stroop, Iowa Gambling Task, ecc.).
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