Care socie e cari soci,
con infinita tristezza comunichiamo la scomparsa della Prof.ssa Donatella Cavanna, già Professoressa Ordinaria di Psicologia Dinamica presso l’Università degli Studi di Genova, venuta a mancare nella mattina di lunedì 23 febbraio 2026.
Con la sua scomparsa la nostra comunità scientifica perde una figura centrale e generativa della psicologia dinamica ligure e nazionale, studiosa autorevole e punto di riferimento per generazioni di psicologhe e psicologi formatisi nel dialogo costante tra ricerca, clinica e impegno istituzionale.
Nel corso della sua lunga carriera accademica, Donatella Cavanna ha contribuito in modo decisivo allo sviluppo della psicologia dinamico-clinica ligure attraverso l’Ateneo genovese, dove ha svolto attività di insegnamento e ricerca per oltre tre decenni, ricoprendo numerosi incarichi istituzionali di rilievo e assumendo responsabilità significative, tra cui la direzione del Dipartimento di Scienze Antropologiche dell’Università di Genova e la Presidenza dell’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi della Liguria.
La sua attività scientifica e clinica ha attraversato con rigore e apertura interdisciplinare i temi dell’attaccamento, della genitorialità e delle relazioni familiari tutte, mantenendo sempre uno stretto legame tra riflessione teorica e intervento clinico.
Docente rigorosa, ha saputo coniugare vigore intellettuale e profonda sensibilità. Molti di noi, allievi e allieve, colleghe e colleghi, hanno trovato in lei una guida esigente e al tempo stesso incoraggiante, capace di sostenere percorsi di crescita scientifica e personale con garbo, intelligenza ed eleganza. Senza dimenticare il gusto per l’ironia quale espediente di distensione e avvicinamento tra poli apparentamenti distanti.
L’eredità lasciata da Donatella ci chiama all’impegno di mantenere vivo un sapere intellettuale capace di coniugare senso etico, rigore scientifico e apertura alle trasformazioni dei contesti relazionali e sociali. Un sapere dialogante e non meccanicistico, cifra della nostra disciplina, oggi quanto mai necessario in tempi inquieti di affidamento esclusivo alle abilità tecniche – alla téchne – a scapito di un lógos sempre più impoverito. Proseguire in questa direzione significa custodire il suo insegnamento e sviluppare una tradizione di studio e di intervento che ponga al centro, con serietà scientifica, la comprensione dell’esperienza e dell’agire umani, delle relazioni e dei processi di sviluppo. Consapevoli che la costruzione e diffusione di conoscenza scientifica, insieme alla formazione delle nuove generazioni, rappresentano i compiti fondativi della nostra comunità scientifica.
Il senso di smarrimento che oggi ci attraversa è proporzionato all’impronta che lei ha lasciato. È stato un grande dono poter contare sulla sua persona. Il suo insegnamento continua a vivere nei lavori che scriviamo, nei corridoi che attraversiamo, nei compiti che correggiamo e nelle idee di progetti futuri che prendono forma.
Il lavoro che svolgiamo di docenti, ricercatori e ricercatrici – scriveva – «è un lavoro che fiancheggia le nostre qualità intellettuali, lavoro che durerà, come per molti di noi, tutta la vita, ed è una fortuna e un privilegio». Il privilegio è oggi il nostro di aver potuto stare al suo fianco e imparare dal suo rigore, dalla sua sensibilità e instancabile dedizione alla formazione delle nuove generazioni.
Il nostro pensiero va al dolore del fratello Piergiorgio e di tutti i familiari e le persone che l’hanno amata.
Con profondo affetto.
Simone Charpentier Mora, Laura Migliorini, Cecilia Serena Pace, Nadia Rania
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