Cari soci AIP,
come altri, segnalo anch’io la mia candidatura per il rinnovo del Consiglio Direttivo.
In passato ho già fatto parte di questo organismo; ora però si apre una nuova fase accademica e politica, e io vorrei riprendere a lavorare per la nostra associazione.
Come tutte le società scientifiche, anche l’AIP sarà chiamata a discutere di temi molto importanti (quali il sistema di finanziamento della ricerca, le procedure di reclutamento di docenti e ricercatori, la riorganizzazione dei settori scientifico-disciplinari, la valutazione di docenti e atenei, la collocazione delle scuole di dottorato) e non vorrei che nei prossimi mesi si trovasse ad essere silenziosa, divisa e impreparata.
I prossimi tre anni saranno decisivi: la mutata composizione interna dell’AIP e l’incerta evoluzione del quadro legislativo e finanziario dell’università richiedono importanti cambiamenti della nostra associazione, sia nella struttura organizzativa e nell’impianto normativo (statuto e regolamento) che nella definizione del suo ruolo.
Da quando è stata fondata, l’AIP è molto cresciuta (attualmente comprende cinque sezioni e oltre settecento iscritti, tra cui moltissimi giovani e più della metà dei docenti e ricercatori afferenti ai settori M-PSI) e ha sempre svolto (e continuerà a svolgere in futuro) un’importante azione di promozione della ricerca, di formazione dei giovani ricercatori e di finanziamento di borse ed eventi. Tuttavia, in quanto associazione degli psicologi dell’università e degli enti di ricerca, l’AIP deve occuparsi anche di politica della didattica e della ricerca, ed essere in grado di intervenire, pubblicamente e nelle sedi istituzionali opportune, con proposte puntuali e condivise.
La mia opinione è che l’intera attività di formazione e promozione della ricerca debba essere delegata alle cinque sezioni, le quali dovrebbero occuparsi, non solo dei convegni annuali, ma anche di premi e borse di studio, scuole estive e corsi di formazione, patrocini e finanziamento degli eventi. Il consiglio direttivo dovrebbe svolgere funzioni di integrazione, coordinamento e rappresentanza: (1) avviare, far circolare e assumere il dibattito tra i soci e nelle sezioni; (2) garantire un quadro programmatico unitario entro cui collocare l’attività autonoma delle sezioni; (3) rappresentare all’esterno il punto di vista degli psicologi dell’università e degli enti di ricerca; (4) dialogare con le istituzioni, gli organi di governo dell’università, il mondo politico e dell’informazione, le associazioni scientifiche in Italia e in Europa; (5) promuovere iniziative pubbliche sui temi della formazione, della didattica e della ricerca; (6) collaborare in modo stabile con gli organismi che rappresentano le facoltà e i dipartimenti di psicologia.
In sintesi, l’AIP dovrà continuare ad agire come un organismo composito, e nello stesso tempo omogeneo, in grado di rappresentare a livello istituzionale e politico tutti gli psicologi che si occupano di insegnamento e di ricerca. Per questo motivo il nuovo consiglio direttivo dovrà operare in modo unitario e trasparente, rappresentare tutte le componenti della psicologia italiana (senza divisioni basate sull’appartenenza disciplinare o la collocazione geografica) e mantenere nel tempo capacità propositiva e visibilità.
Condivido quanto hanno scritto Daniela Palomba e Marco Depolo nei precedenti messaggi; se eletto, spero di poter lavorare in un direttivo rappresentativo di tutte le sezioni e unito nell’affrontare i nuovi compiti che attendono l’AIP.
Un caro saluto a tutti
Roberto Cubelli
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